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Felice Saladini

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La Corte d’Appello di Reggio Calabria sentenza sui debiti della Reggina di Saladini: dichiara la liquidazione giudiziale e manda gli atti in procura.


REGGIO CALABRIA – La sentenza della Corte d’Appello è come un terremoto -in un certo senso anche atteso- ma che scuote ugualmente le fondamenta di una città e della sua provincia, di una storia e della sua passione. La Reggina 1914 è dichiarata in liquidazione giudiziale.
La Corte d’Appello di Reggio Calabri lunedì 25 marzo 2024 ha sentenziato che: l’omologa è revocata. La liquidazione giudiziale è aperta. E, i giudici hanno anche disposto la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria per valutare eventuali reati penali in ordine ad una firma non riconosciuta dal notaio.
Allo stesso tempo, la Corte di Appello di Reggio Calabria, sezione civile, ha respinto le istanze della Brescia Calcio. Mentre, ha accolto quelle di Inps, Inail e Agenzia delle Entrate. Per l’effetto è dunque revoca l’omologazione degli accordi di ristrutturazione e delle transazioni disposta con sentenza del Tribunale di Reggio Calabria del 9 giugno 2023.

LA SITUAZIONE DEBITORIA DELLA REGGINA

Sulla decisione, i giudici della Corte d’Appello hanno evidenziato come, tra gli altri, ad incidere in modo «notevole», «è stato l’aggravamento della posizione debitoria negli ultimi anni» della società calcistica. «Al 30 giugno 2019 i debiti erano di € 4.300.993. Mentre, al 30 giugno 2022 erano – scrivono i giudici- di € 16.104.184. Al 31 dicembre 2022 i debiti erano di € 23.058.775».
Ulteriore aggravamento della posizione debitoria si è registrato dal 31 dicembre 2022 ad aprile 2023 (€ 27.146.807). La sussistenza della crisi – si legge ancora nella relazione Del Sette- è resa evidente dalla «perdita d’esercizio maturata al 30 giugno 2022 per € 9.302.397 cui va sommata la perdita maturata al 31 dicembre 2022 per € 4.162.016».

Ed ancora, i giudici evidenziano come: «I predetti dati, già emersi in primo grado, non sono stati contestati dalla Reggina 1914 s.r.l. in sede di reclamo. Questo notevole deterioramento dell’equilibrio finanziario della società costituisce prova evidente dello stato di crisi, condivisibilmente ritenuto “evidente” dal Tribunale».
La grave situazione e non transitoria difficoltà economica «emerge – si legge- in modo inequivoco anche dal verbale dell’assemblea dei soci del 12 settembre 2023. Risulta che lo stesso socio unico ed amministratore unico della società, nel rassegnare le dimissioni, ha ritenuto che “non occorra più una figura strategica ad amministrare la società. Ma un tecnico con competenze giuridiche per la successiva messa in liquidazione della società per la valutazione dell’opportunità di portare i libri in tribunale. Ai fini dell’accertamento dell’eventuale stato di insolvenza in cui potrebbe venirsi a trovare la società”».

Un’ulteriore conferma della grave situazione economica della Reggina 1914 allora presieduta dall’imprenditore lamentino Felice Saladini, i giudici la evidenziano dal piano di ammortamento. Nello specifico: «si evince –scrivono- dall’omesso versamento delle rate del piano di ammortamento di luglio, agosto e settembre 2023. Circostanza allegata dall’Inps e non specificamente contestata».

QUELLA FIRMA NON RICONOSCIUTA E GLI ATTI IN PROCURA

Sempre in tema di elementi di fragilità societaria e di accertamenti, nelle 30 pagine di sentenza i giudici hanno evidenziato una presunta anomalia. «Il Commissario giudiziale – scrivono- ha riscontrato una difformità tra il codice Isin riportato nella relazione integrativa dell’attestatore e il codice Isin riportato nella dichiarazione di veridicità a firma del notaio, dott. Becchetti. il quale ha negato di avere mai sottoscritto la dichiarazione predetta». E, sarà proprio su questa firma non riconosciuta dal notaio che la procura di Reggio Calabria adesso dovrà indagare.
Sarà la Procura ad avere la parola finale sul caso della Reggina di Felice Saladini cui si è aperta liquidazione giudiziale.

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