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VIBO VALENTIA – Un’indagine fulminea quanto delicata. Delicatissima. Perché è andata a toccare le corde di una situazione intima. Quella di una bambina di neanche 10 anni, che negli ultimi due avrebbe vissuto un vero e proprio inferno. E a scatenarlo sarebbe stato – cosa più inquietante semmai dovesse essere confermata da un giudice terzo – un componente della propria famiglia: il nonno, per l’esattezza. 

Tutto questo accade in un paesino della costa vibonese. Ovviamente è tutto coperto dal massimo riserbo, tuttavia da quello che si può apprendere leggendo le 14 pagine di ordinanza di custodia cautelare a firma del gip di Vibo, Francesca Del Vecchio, sono le condotte che l’uomo, pensionato, avrebbe messo in atto nei confronti della nipotina. Ripreso poi a masturbarsi davanti a lei in almeno due occasioni.

A far scattare il campanello d’allarme è stata una maestra della piccola, notando qualcosa che non andava in lei. Il resto è l’indagine discreta ma spedita condotta dagli uomini della Squadra mobile di Vibo della Questura guidata dal Questore Raffaele Gargiulo, e coordinata dal capo della Procura Camillo Falvo e dal sostituto Cecilia Rebecchi, che in due settimane appena hanno fatto luce sulla terribile vicenda.  

La docente aveva scrutato gli occhi della bimba vedendoli sempre tristi, vedeva l’alunna essere solita isolarsi, sedersi da sola. E così ha cercato di capire cosa si celasse nel suo mondo, convincendo la piccola ad aprirsi. Ma mai si sarebbe aspettata di scoprire che quel mondo era caratterizzato dalle presunte violenze, anche sessuali, del nonno. Violenze che disturbano anche chi deve solo metterle nero su bianco. Tutto quel drammatico sottobosco era venuto alla luce e adesso toccava alla Squadra Mobile e alla Procura, opportunamente informati, raccogliere ulteriori elementi  e riscontri.

Tutto nella sua crudezza era ormai chiaro, perché era scolpito sul corpo e nell’animo della bambina traumatizzata da due anni a questa parte, costretta – secondo l’inchiesta – anche toccare le zone intime di quell’uomo. Episodi che sarebbero avvenuti anche in presenza delle sorelle della minorenne, ma dei quali la giovanissima vittima inizialmente non venne creduta da alcuni componenti della sua stessa famiglia. Ma a supportare i suoi terribili racconti anche due video in cui si vede l’uomo in atti di autoerotismo davanti la nipote, e un un’altra occasione, anche in presenza delle sorelle di quest’ultima. Fino all’umiliazione – che si trasformò in dolore, anche fisico per la minorenne – della visita ginecologica che ha fatto emergere la presenza di lesioni alla parete vaginale a causa di plurime penetrazioni.

Adesso il cerchio è chiuso, quell’orco si trova in carcere su disposizione del gip di Vibo che ha accolto le richieste degli investigatori. Gip che nei passi più salienti dell’ordinanza rileva come “ci si trovi in presenza di un soggetto che da tempo persevera in condotte costituenti violenze sessuali reiterate e gravissime, aggravate e di eccezionale allarme sociale”. Tra l’altro, dagli atti dell’indagine emerge la possibilità che la piccola non sia stata l’unica vittima dell’indagato – che si trova adesso ristretto in carcere – in quanto un’altra ragazza avrebbe vissuto in passato analoghe violenze.

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