Un momento delle celebrazioni
3 minuti per la letturaPer l’avvio della celebrazione 32° anniversario della statua di Maria voluta da Natuzza, migliaia di devoti hanno raggiunto Paravati
MILETO – Anche quest’anno la Villa della Gioia si è riempita di fedeli per celebrare il 32° anniversario dell’arrivo dell’effigie del Cuore Immacolato di Maria, Rifugio delle Anime. Migliaia di pellegrini hanno raggiunto Paravati per rendere omaggio alla statua che più rappresenta la spiritualità della Serva di Dio Natuzza Evolo, fulcro della devozione popolare e punto d’incontro per quanti vedono in lei una guida e un esempio di abbandono alla volontà divina. L’atmosfera raccolta e intensa ha rispecchiato perfettamente l’importanza di questa giornata, dove il sentimento religioso si è intrecciato con il bisogno umano di consolazione e speranza.
LA STATUA SCOLPITA SU INDICAZIONE DI NATUZZA ENTRO’ A PARAVATI IL 13 NOVEMBRE 1993
Nella mattinata di ieri si è voluto ricordare il giorno simbolico in cui la sacra effigie fece il suo ingresso a Paravati, il 13 novembre 1993. Come da tradizione, la Villa della Gioia ha accolto migliaia di fedeli che hanno riempito il grande piazzale antistante alla chiesa intitolata al Sacro Cuore di Maria Rifugio delle Anime. Molti di loro, in silenzio o in preghiera, si sono immersi in un clima di profonda devozione, con il pensiero rivolto a “Mamma Natuzza”, percepita da tanti come una madre spirituale sempre presente nei momenti di difficoltà.
La memoria di quel giorno, carica di significato, ha rinnovato nei cuori la gratitudine per una presenza ritenuta da molti prodigiosa e fonte inesauribile di conforto. La giornata si è aperta con l’apertura dei cancelli della Villa della Gioia, permettendo ai pellegrini di sostare davanti alla chiesa voluta da Natuzza per intercessione della Madonna.
LA CELEBRAZIONE
La solenne celebrazione eucaristica, presieduta dal vescovo emerito di San Severo, Lucio Renna, ha raccolto l’assemblea in un unico abbraccio spirituale. Nel corso dell’omelia, il presule ha ricordato la figura di Natuzza definendola una «donna semplice», capace però, attraverso la sua instancabile opera di fede, di diventare un vero «tabernacolo di Dio». Parole intense, che hanno commosso i presenti e richiamato l’attenzione sulla dimensione più autentica del messaggio evangelico, incarnato nella vita umile e silenziosa della mistica paravatese.
Il vescovo ha inoltre rimarcato quanto la sua testimonianza continui ancora oggi a sostenere e illuminare la vita di molti credenti, alimentando speranze e certezze spirituali. Numerosi i fedeli che hanno preso parte a questo appuntamento per la prima volta, mossi dal desiderio di conoscere più da vicino la storia di Natuzza e di vivere un’esperienza di preghiera comunitaria. Accanto a loro, non sono mancati coloro che, anno dopo anno, rinnovano la propria presenza per gratitudine o per sciogliere un voto.
Giunti da ogni dove, hanno affrontato il viaggio nonostante le condizioni meteo incerte, assistendo al momento in cui la sacra effigie ha incontrato persino la commozione del cielo, con leggere lacrime di pioggia che non hanno scoraggiato chi ha voluto renderle omaggio. Tutti, insieme, hanno voluto lanciare un messaggio chiaro: «Per noi Natuzza è santa». Un’affermazione che, al di là delle procedure canoniche, esprime la profonda devozione popolare e la convinzione che l’eredità spirituale di Natuzza continui a vivere nella fede di quanti la invocano come mediatrice di pace, conforto e amore.
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