Gianluca Callipo, ex sindaco di Pizzo
2 minuti per la letturaLa Dda di Catanzaro ha rinunciato ad esercitare l’azione penale nei confronti dell’ex sindaco Gianluca Callipo, imputato nel processo Rinascita Scott e assolto in primo grado.
VIBO VALENTIA – La Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro ha rinunciato ai motivi d’Appello nei confronti dell’ex sindaco di Pizzo, Gianluca Callipo, imputato al processo Rinascita Scott. Una decisione, annunciata nell’udienza odierna del procedimento che si sta celebrando presso l’aula bunker del palazzo di giustizia di via Paglia, a Catanzaro, che di fatto renderà definitiva l’assoluzione dell’ex amministratore locale ottenuta in primo grado nel filone ordinario del maxiprocesso che lo vedeva accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e abuso d’ufficio in concorso con altri che, a questo punto, vedranno anche loro cadere le contestazioni in quanto i pm hanno deciso di non perseguire il secondo reato poiché depenalizzato. Accolta quindi la richiesta avanzata dagli avvocati Armando Veneto e Vincenzo Trungadi. La Corte d’Appello emetterà la sentenza il prossimo 12 marzo.
L’APPELLO DELLA DDA PER CALLIPO IN “RINASCITA SCOTT”
Per Callipo, la Dda aveva avanzato richiesta di rimodulare il capo d’accusa del concorso esterno in scambio di voti politico-mafioso ma evidentemente, a seguito di una approfondita analisi, si è deciso di non procedere oltre. Nei suoi confronti la pubblica accusa, al termine della requisitoria di primo grado aveva chiesto la condanna di Callipo a 18 anni di reclusione (dopo una detenzione tra carcere e domiciliari di diversi mesi) reiterando la richiesta nei motivi d’Appello a fronte dell’assoluzione. Subito dopo la sentenza di primo grado l’ex sindaco di Pizzo aveva lasciato un commento sui suoi profili social. Nei mesi successivi, Callipo era stato assolto anche in un altro procedimento penale concernenti le concessioni demaniali.
L’ex primo cittadino di Vibo figura anche in un terzo filone di Rinascita-Scott dove sono presenti 17 indagati accusati di vari reati ma senza l’aggravante mafiosa. Per lui la contestazione è corruzione elettorale, ma anche questa sembra avviarsi verso l’assoluzione. Adesso questa decisione che pone fine alla vicenda giudiziaria.
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