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La sede dell'Asp di Vibo Valentia

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VIBO VALENTIA – «Comprendiamo i disagi degli utenti ma posso assicurare che l’azienda sta facendo tutto il possibile. Nei prossimi giorni arriveranno altre dosi». Pino Rodolico, direttore del dipartimento di prevenzione dell’Asp, interviene all’indomani della presa di posizione dei medici di famiglia dello studio associato “Giuseppe Moscati” che hanno lamentato di non avere ricevuto un quantitativo di dosi sufficiente (LEGGI) ad evadere la richiesta dei loro assistiti aventi diritto (over 65 ed alcune altre categorie), in tutto qualcosa come 3200 persone. Una richiesta quotidiana e assillante alla quale, hanno lamentato, essi non possono dare risposta, con conseguenti mugugni e proteste dei loro pazienti, tra loro molti anziani dunque soggetti più a rischio. Con tutto quello che ne potrebbe conseguire. Ecco perché dall’Asp invocano certezze, su quantità e tempi di consegna, così da organizzarsi e informare adeguatamente i loro assistiti.

«Qui da noi – commenta Giusy Borello, dello Studio Moscati – così come presso gli studi di tanti altri colleghi, è una continua, quotidiana, processione di pazienti che chiedono di essere vaccinati. Cosa che noi non possiamo fare perché non abbiamo altre dosi. Pensi che, ad esempio, a me ne sono state consegnate meno di 100 mentre i miei assistiti che ne hanno diritto sono circa 500… Costoro pertanto ci chiedono quando potranno vaccinarsi ma, allo stato, non siamo in grado di dare la risposta, non sappiamo se e quando potremo farlo. Ecco dunque perché siamo usciti allo scoperto: non per accusare l’Asp (se i vaccini non arrivano dalla ditta non può certo produrli lei) ma per chiedere certezze sul giorno della prossima consegna. Così informiamo i nostri utenti e ci organizziamo».

Il fatto è che, come vedremo, allo stato nemmeno l’Asp è in grado di dare la risposta da loro invocata. Intanto una premessa: quest’anno l’azienda ha provveduto ad ordinare ben 40 mila dosi, un quantitativo sensibilmente maggiore rispetto agli anni scorsi, ciò nonostante i vaccini, finora arrivati in varie tranches, sono sempre svaniti nel giro di poche ore: «Sapevano che la richiesta sarebbe sensibilmente aumentata – spiega il direttore Rodolico – e per questo l’azienda si è mossa per tempo ordinando circa il 30 per cento di dosi in più. I disagi lamentati dagli utenti, che comprendiamo, discendono da due problemi, essenzialmente. Il primo: quest’anno la richiesta si è generalizzata, quasi tutti vogliono vaccinarsi contro l’influenza, e così l’aumento è stato di gran lunga superiore a quello che ragionevolmente si poteva prevedere. Il secondo motivo, legato al primo: le ditte produttrici si sono trovate in difficoltà a rifornire le aziende sanitarie e perciò le consegne delle dosi sono state scaglionate. Nei prossimi giorni, comunque, ci arriverà un ulteriore quantitativo, anche se al momento non siamo in grado di dire esattamente quando ciò avverrà».

Dunque, allo stato la richiesta dei medici del Moscati è destinata a restare senza risposta. Quanto alle modalità operative, Rodolico ribadisce ciò che l’azienda ha comunicato a suo tempo: «Grazie all’accordo siglato col presidente dell’Ordine dei medici, il collega Tonino Maglia, ben il 75 per cento di ogni quantitativo finora giunto è stato consegnato all’Ordine che poi ha ripartito le dosi tra i medici di famiglia che si erano detti disponibili. Il rimanente lo abbiamo tenuto noi per poter vaccinare, nelle nostre postazioni a Vibo e sul territorio, gli utenti dei colleghi che non avevano aderito all’accordo. Chiariamo dunque che non è l’Asp a consegnare i vaccini ai medici ma l’Ordine. Ora, come ho detto, attendiamo le altre dosi. Quando arriveranno, faremo come prima: tre quarti di esse andranno al presidente Maglia che le consegnerà ai medici, un quarto a noi per le nostre postazioni». Già, ma …quando arriveranno?

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