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Il seggio del Pd a Vibo Valentia

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VIBO VALENTIA – Archiviata la fase congressuale con le nomine, scontate, dei candidati unici Giovanni Di Bartolo alla segreteria provinciale e di Francesco Colelli a quella del circolo della città capoluogo, per i democrat vibonesi si apre una nuova e più difficile sfida: ritrovare l’unità per non farsi cogliere impreparati ai prossimi appuntamenti, elezioni comunali di Vibo in primis.

Obiettivo non semplice viste le prime polemiche post voto e il percorso travagliato che ha portato alla celebrazione di un congresso in cui le anime che da sempre caratterizzano il partito si sono contrapposte anche con toni molto duri, ricorsi e accuse reciproche neanche tanto velate e spesso non finite sugli organi di stampa. Senza tralasciare il dato delle schede bianche o delle preferenze espresse solo per il candidato alla Federazione o per quello del Circolo che testimoniano come il percorso per l’unità sia ancora tutto da costruire.

L’esito. E proprio il dato delle schede bianche è un primo ostacolo da superare: al termine dello scrutinio a Vibo città per il Provinciale ne sono state conteggiate 74, a fronte delle 54 preferenze per Di Bartolo, sostenuto dalla dirigenza del partito. Scelta, per come essa è maturata, che evidentemente la base ha dimostrato con i fatti di non gradire, contrariamente ai voti espressi per Colelli al circolo cittadino 104 su 226 (con 20 schede bianche). Colelli che, adesso, deve tornare a fronteggiare l’attacco di quella che sarebbe dovuta essere la sua antagonista, ritiratasi a poche ore dalla consultazione. Ma andiamo con ordine.

Gli obiettivi Di Bartolo

Il compito più improbo sarà indubbiamente quello che attende il giovanissimo segretario di federazione il quale non si scompone e guarda a una «nuova fase che deve portare ad una unione del partito, motivo, questo, per il quale ho accettato la candidatura. È chiaro che la sfida è ambiziosa – ha rilevato il neo segretario – ma il mio obiettivo, al di là delle contrapposizioni che ci sono state e dei punti di vista differenti, ma che sono pur sempre una risorsa, sarà quello di far lavorare tutti quanti insieme da oggi in poi verso la riorganizzazione e il rafforzamento del Pd sul territorio a partire dai contenuti e dagli obiettivi che dobbiamo portare avanti per i quali chiederò un impegno a tutti coloro i quali sono messi a disposizione in questo nuovo percorso, in linea con il progetto regionale di Nicola Irto e nazionale di Enrico Letta».

La sfida di Colelli

Anche per il neo segretario di Circolo serve una «nuova fase che riporti il Pd tra la gente e tra gli iscritti. Dobbiamo metterci al lavoro da subito per ridare centralità a questo partito in città, lasciando da parte, tutti e non solo alcuni, i personalismi».  Colelli evidenzia poi che lo step successivo «sarà quello di riportare il Partito democratico al centro nel contesto di centrosinistra e a fargli raggiungere la maturità di guidare un processo di riavvio della discussione all’interno dello schieramento che, per colpa di tutti, in questi anni è mancato, creando un centrosinistra sfaldato, totalmente frazionato, e in presenza di atteggiamenti totalmente divisivi».

Pertanto, l’intenzione è «riprendere nel giro di qualche settimana un percorso di confronto tra le varie anime dello schieramento che consenta di arrivare con maturità ad una candidatura a sindaco scevra da subalternità da parte di alcuno. Vogliamo arrivare carichi a quella fase, puntando su una personalità che faccia campagna elettorale sin da subito».

L’attacco di Gioia

Ma l’esito della consultazione al Circolo ha lasciato inevitabili strascichi. Claudia Gioia ha attaccato a testa bassa a poche ore dalla chiusura delle urne evidenziando come Colelli, pur essendo candidato unico, e dunque senza avversari, e pure avendo candidato nella propria lista due membri della commissione del tesseramento, non abbia raggiunto la maggioranza degli iscritti al circolo stesso.

A fronte di questi numeri, l’avvocato Gioia rileva che avrebbe «potuto con tutta serenità vincere il congresso ma ha ritenuto di fare un passo indietro per favorire l’unità del partito, chiedendo il medesimo gesto allo stesso Colelli per decidere una candidatura capace di unire il Pd e portare al voto la totalità degli iscritti o comunque una larga maggioranza degli stessi. Tale proposta, nata da un profondo senso di responsabilità, è stata rifiutata ed in conseguenza a ciò la sottoscritta, unitamente a tutti i tesserati a sostegno, ha deciso di non partecipare al congresso cittadino, con le conseguenze specificate sopra in termini numerici». 

Insomma, per Claudia Gioia – che prossimamente incontrerà il segretario regionale Nicola Irto per manifestare il proprio dissenso su quanto avvenuto -, oggi il Pd cittadino è «guidato da quella che rappresenta una vera e propria minoranza che ha impedito dunque al Partito di crescere in città generando un problema importante posto che un segretario di circolo deve essere in grado di rappresentare tutto il partito e non meno della metà dello stesso».

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