Don Carlo Alberto Piro
4 minuti per la letturaC’è chi parla di “riposo nello Spirito”, un’esperienza mistica, chi ipotizza altri soluzioni, di certo il caso dei fedeli che svengono a messa nel Vibonese fa discutere
VIBO – La prima volta gli astanti avranno pensato ad un malore improvviso: una donna, durante la funzione religiosa, è improvvisamente crollata a terra quasi in deliquio e a chi era accorso in suo aiuto è stato detto di non toccarla. È rimasta lì immobile per una decina di minuti poi ha riaperto gli occhi e, aiutata dai vicini di banco, si è rimessa tranquillamente a seguire la funzione. L’idea che si trattasse di un malore è però ben presto tramontata perché non si è trattato di episodio isolato, a detta dei parrocchiani infatti accade ad altri fedeli quasi ogni volta che il parroco celebra la messa.
Un fenomeno indubbiamente sconcertante ed inspiegabile quello che vede come teatro le chiese di Vena Media e Vena Inferiore. In quelle comunità parrocchiali è in atto un’esperienza religiosa davvero unica per le nostre parti, di un tipo che si potrebbe definire quasi mistico. E’ iniziato in sordina qualche anno addietro, dopo che don Carlo Alberto Piro, un sessantenne originario di Nicotera, ha iniziato il suo ministero nelle due vicine parrocchie.
Un personaggio indubbiamente interessante don Piro, voce calma, viso sorridente, aspetto quasi ascetico. Intanto, è diventato prete da adulto, dopo l’esperienza drammatica della morte per tumore della fidanzata. Da allora ha sviluppato una fede totalizzante che, come dicono i suoi parrocchiani, lo porta ad abbandonarsi completamente a Cristo. «Quando lo si sente parlare – spiega un fedele, uno di quelli più assidui – si resta affascinati dalle sue parole, dal tono dolce con cui le pronuncia, dalla profondità del pensiero».
NEL VIBONESE I FEDELI SVENGONO A MESSA
Come detto, durante la messa qualcuno si accascia a terra, quasi svenuto, e ci resta per alcuni minuti per poi riprendere tranquillamente a seguire la funzione. Ma, a sentire chi di queste cose s’intende, non si tratta di svenimento con perdita dei sensi, è il cosiddetto “riposo nello Spirito”. Di cosa si tratta? Per come si legge sui testi religiosi, è un’esperienza mistica e un dono carismatico, diffuso in quello che viene chiamato “rinnovamento nello Spirito Santo”.
Durante la preghiera, chi lo riceve sperimenta una quiete profonda, un benessere interiore e talvolta, appunto, cade dolcemente a terra, trovando sollievo da ansie e tensioni. Il risveglio avviene dolcemente, in modo naturale, e la persona si trova in uno stato di grande pace e benessere. Il fenomeno si manifesta nei gruppi di preghiera, nei raduni spirituali del Rinnovamento carismatico, sia protestante che cattolico, e anche in determinati luoghi quali Medjugorje.
Durante questa esperienza la volontà è bloccata e non è possibile muovere nessuna parte del corpo. Che si sia credenti o meno, è questo che accade nelle chiese delle due piccole frazioni. La voce di questi episodi ricorrenti ha iniziato a spargersi nelle comunità ecclesiali del circondario e ben presto la presenza dei fedeli alle funzioni officiate da don Carlo a Vena Media e Inferiore ha registrato un’impennata. Nella chiesa affollata i genitori portano i loro bambini ed egli li benedice sorridendo, li bacia, ha una parola per tutti.
LA SORPRESA TRA I FEDELI CHE COMUNQUE CRESCONO
In particolare, gli abituali frequentatori delle due chiese sono rimasti a dir poco sorpresi quando hanno visto arrivare tra i banchi persone che mai prima erano giunte lì a pregare, anzi erano note per il loro spirito antireligioso. Un particolare, questo, che ha destato molta impressione tra la gente, quasi una conferma del “potere” attrattivo, sul piano religioso, di don Carlo, diventato ben presto il beniamino della comunità, il faro al quale i fedeli guardano con fiducia. Tanta gente arriva a Vena da fuori per potersi confessare con lui, al confessionale c’è sempre la fila.
E siccome il pourparler ingigantisce le cose, qualcuno ha iniziato a parlare di lui come di un mistico, se non di uno che fa addirittura miracoli. Cosa, questa, che lo deve infastidire non poco: «Ma quali miracoli – pare ami dire, infatti – sono solo un povero peccatore, il mio compito è quello di portarvi ad amare Cristo, ad abbandonarvi a lui». E ad una donna che era andato a trovarlo per chiedergli di farla guarire dai suoi problemi di salute avrebbe detto, con la sua abituale cortesia, che aveva sbagliato indirizzo.
Don Carlo, carattere un po’ schivo, con la stampa non parla e i fedeli che raccontano qualcosa lo fanno quasi con timore, preoccupati che i fari puntati sul loro amato parroco finiscano per determinarne il trasferimento. Un rischio che però sembra molto remoto, visto che, come dicono loro, di tutto questo il vescovo Nostro è al corrente e non sembra che ci sia l’intenzione d’intervenire.
Evidentemente, a Mileto la notevole crescita esponenziale della spiritualità e della pratica religiosa nei due paesi è vista con favore. Intanto, nelle due Vene tutto procede, le messe sono sempre più affollate, gli “svenimenti” del riposo nello Spirito continuano. E’ facile prevedere che tutto questo attirerà qui sempre più gente.
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