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I relatori dell'incontro sul premio Il Telaio

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Assegnato a Rombiolo il premio Il Telaio 2023, a vincere il prestigioso riconoscimento giunto alla 16esima edizione Maurizio Fiorino

ROMBIOLO – Una narrativa fresca, originale, «a volte nuda, altre volte poetica, che non ha fronzoli, non si perde in stereotipi». Ha definito così l’antropologo Vito Teti l’opera di Maurizio Fiorino: artista eclettico, profondo, maestro delle ambientazioni complesse.

Alla sedicesima edizione del premio “Il Telaio” è venuta fuori una fisionomia di scrittore decisamente interessante. Una produzione fitta, considerando che Maurizio Fiorino è un classe ‘84. «I personaggi di Maurizio – è Vito Teti che parla – sono giovani inquieti, sia quando abitano la provincia che quando abitano le metropoli. Ragazzi che spesso hanno avuto rapporti complicati con il padre, cresciuti presto nell’impatto con una realtà cruda; ma che sanno essere passionari».

“Amodio”, “Ora che sono nato”, “Fondo Gesù”, “Macello”, “Autoritratto Newyorkese”, sono alcuni dei titoli di Maurizio Fiorino, che trovano, come ha osservato il professore Teti, una tensione esistenziale: voci potenti e talvolta inquiete. La sedicesima edizione si è svolta in una prima serata di autunno, bagnata, dopo giorni di scirocco.

Dell’importanza del Premio ha parlato il sindaco, Domenico Petrolo. Una tradizione lunga sedici anni che annovera tra i premiati personaggi di assoluto rilievo nel panorama nazionale e internazionale. Quante voci, storie, lutti, amori, partenze, si celavano dietro l’antropologia del telaio. Un universo sociale e affettivo, quello «dei contadini che avevano il potere di pensare come i filosofi», parole di Vito Teti.

Nella copertina dell’ultima opera di Fiorino, “Autoritratto Newyorkese” compare una macchina fotografica e infatti alla domanda del moderatore, il giornalista Stefano Mandarano, su quali fossero gli autori di riferimento, lo scrittore ha asserito: «Mi hanno ispirato molto i fotografi, quando sto difronte a qualcosa che non conosco io mi adatto, non cerco di modificarla». Maurizio Fiorino oltre ad essere scrittore, è studioso di fotografia e artista. Ha vissuto per molti anni nella Grande Mela: «New York mi ha ospitato per dieci anni, qui ho avuto la fortuna di conoscere gli ambienti artistici». Un uomo dalla visione artistica poliedrica, come lo ha definito Stefano Mandarano.

Premiata anche l’Associazione Libera, rappresentata da Giuseppe Borrello, referente regionale. «Veniamo spesso qui a Rombiolo e ci sentiamo a casa. Abbiamo un rapporto forte con la città, con la determinazione che ci contraddistingue abbiamo acquistato credibilità. Infine, Annunciato Larosa, fondatore del Premio, ha ricordato con affetto il professore Nuccio Ordine, tra i premiati delle scorse edizioni: «Uno studioso incredibile e infaticabile, che ci ha lasciato tantissimo».

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