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Il tribunale di Avellino ha concesso all’Alto Calore una proroga di settanta giorni per il deposito del piano concordatario: il termine scadrà l’11 novembre 2022. Si ricorderà che il 12 luglio i commissari giudiziali avevano depositato la richiesta di relazione sull’adempimento degli obblighi informativi, sull’attività propedeutica alla predisposizione del piano, esprimendo parere favorevole alla proroga del termine. La concessione della richiesta di proroga era subordinata alla verifica di alcune condizioni: l’attività compiuta dal proponente non è manifestamente inidonea alla predisposizione della proposta e del piano; il debitore abbia osservato gli obblighi informativi e depositato con periodicità mensile la situazione finanziaria aggiornata; in caso di prospettata continuità aziendale l’esercizio dell’attività di impresa prosegua effettivamente e non risulti manifestamente dannoso per i creditori. Secondo il tribunale, la documentazione allegata e le motivazioni sottese all’istanza, nonché le conseguenti argomentazioni sviluppate dai Commissari giudiziali nella relazione in atti, fanno ritenere sussistenti i giustificati motivi che consentono di concedere la proroga richiesta, non ravvisandosi motivi ostativi alla proroga del termine, in particolare in relazione alla non emergenza di fatti pregiudizievoli per l’interesse dei creditori e di manifesta esclusione di qualsiasi prospettiva di risoluzione della grave crisi in cui versa la società. I due commissari giudiziali, gli avvocati Niccolò Abriani e Rosa D’Ascoli, stanno vigilando sull’attività della società fino alla consegna del progetto industriale. La società di Corso Europa ha elaborato, sotto il controllo del tribunale, un piano di ristrutturazione, evitando così l’ag – gressione del proprio patrimonio e il conseguente aggravarsi della situazione di crisi. La dirigenza ora deve dimostrare che ha le carte in regole per salvarsi. E serve anzitutto una strategia. In caso la richiesta di concordato venga accolta, l’Alto Calore potrà compiere non solo gli atti di ordinaria amministrazione ma, previa autorizzazione del Tribunale, anche quelli di straordinaria amministrazione. Intanto sono già trascorsi 14 mesi dalla richiesta di fallimento avanzata dalla Procura della Repubblica di Avellino per Alto Calore Servizi. L’istanza con data settembre 2021 che arrivava dopo indagini e l’acquisizione di dati societari contabili e fiscali. Secondo un’at – tenta analisi condotta dai magistrati irpini il dato accertato sull’ente idrico irpino è quello di “una profonda crisi aziendale, con risultati annui di esercizio caratterizzati da un trend costantemente negativo da più di un decennio e un’esposizione debitoria giunta ormai, in assenza di prospettive di concreto risanamento con 140 milioni di euro di debiti e 80 milioni di crediti ritenuti inesigibili”.

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