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I fondi del Pnrr non ci sono, ma arriveranno presto: assicura il manager Michelangelo Ciarcia. Nello scorso mese di dicembre, da parte del Ministero delle Infrastrutture della Mobilità Sostenibile di un avviso pubblico di manifestazione di interesse per la formulazione di proposte progettuali nell’ambito della riduzione delle perdite nelle reti di distribuzione, l’Acs ha avanzato una proposta progettuale di 32.424.128,17 euro prevedeva non solo la sostituzione di tratti di rete ammalorata ma, soprattutto, la creazione di un sistema ad elevato impatto tecnologico.

L’Acs “non è stata ammessa a finanziamento non per inadeguatezza tecnica o per incongruenza rispetto al bando ma per una mera questione formale, ossia l’assenza dell’affida – mento del servizio idrico integrato nel Distretto Calore Irpino”, spiega. Anche per il Pnrr, tra i requisiti di partecipazione rientra nuovamente “il riconoscimento dell’affidamento del servizio idrico integrato: di fatto, come nella precedente occasione, ACS sarebbe esclusa dai finanziamenti ancora prima di partecipare ai bandi”.

Per Ciarcia, “sull’argomento occorre effettuare un’ampia valutazione, con riferimenti anche al passato. In queste settimane ACS, oltre alla risoluzione delle annose problematiche di natura economico-finanziaria, sfociate nella richiesta di fallimento da parte della Procura di Avellino, sta rivolgendo la propria attenzione all’ottenimento della gestione del SII nel Distretto Calore Irpino.

Pur avendo in più occasioni l’AATO Calore Irpino già deliberato in tal senso, ancora oggi si fa fatica a far riconoscere questa Azienda non solo come soggetto gestore ma anche quale soggetto salvaguardato. Basti pensare che nel luglio del 2003 l’Assemblea dei Sindaci dell’AATO Calore Irpino giunse a un passo dall’affidamento in favore di ACS: le lotte intestine alla politica non consentirono il raggiungimento del quorum dei presenti, che si fermò al 49,98%.

Nel tempo si sono succedute diverse decisioni, tutte rivolte a riconoscere ACS quale soggetto salvaguardato, mai effettivamente concretizzatesi. Nel 2005 l’Ente d’Ambito prese atto delle gestioni esistenti, tra cui ACS che fu riconosciuto come soggetto salvaguardabile. Successivamente, nell’anno 2017 lo stesso AATO, nel ridefinire l’ambito operativo di ACS, ne riconfermò la condizione di soggetto gestore esistente, senza riconoscere, però, la salvaguardia.

Nel 2018, poi, la Società inoltrò formale istanza di sottoscrizione della convenzione di gestione del SII, a seguito della quale il Commissario Straordinario dell’AATO avviò il percorso di affidamento, la cui istruttoria doveva essere solo completata dal subentrante EIC. L’esito di tale processo ancora in itinere, nonostante che il Consiglio di Distretto Calore Irpino abbia assunto, nel luglio 2021, la fondamentale decisione di avviare il percorso di affidamento per l’individuazione di un soggetto a totale partecipazione pubblica, accreditando, di fatto, ACS quale soggetto gestore del Distretto Calore Irpino. Tutto lasciava presagire una felice soluzione per ACS, che, nel frattempo, stava mettendo ordine nei conti, ma nel successivo mese di settembre è purtroppo intervenuta l’istanza di fallimento, di cui si è ampiamente discusso sulla stampa locale”.

Secondo il manager, “appare sconcertante che in tutto il percorso sopra delineato, durato quasi un ventennio, gli attori in campo non sono stati in grado di giungere a una decisione, invero scontata, che oggi avrebbe assicurato un futuro alla Società e un miglior servizio alle popolazioni irpine e sannite. Tornando al PNRR, per la presentazione delle proposte progettuali sono fissate due scadenze, la prima, appunto, nel mese di maggio e la seconda nel mese di ottobre: mancando attualmente il requisito dell’affidamento del servizio idrico integrato,

Alto Calore sta ponendo in essere ogni azione ritenuta necessaria ad acquisire tale condizione, in modo da essere pronti a cogliere l’opportunità concessa dal Piano europeo nel prossimo autunno. Val la pena rimarcare che, proprio mentre l’Azienda dava segnali di ripresa, un insieme di circostanze (l’istanza di fallimento, l’aumento notevolissimo dell’energia elettrica, la crisi pandemica, il mancato affidamento del servizio idrico integrato e la conseguente impossibilità di partecipare al PNRR) ha reso il cammino particolarmente complesso, ancorché rimanga ferma e impregiudicata la volontà di proseguire verso il risanamento.

Come può agevolmente rilevarsi da quanto chiarito, la mancata partecipazione ai bandi di progettazione non è il segnale di un’incapacità o, peggio, di inerzia da parte di questa Azienda ma è il risultato di anni di decisioni non assunte. Si ritiene che solo con un impegno che coinvolga tanto Alto Calore quanto tutte le istituzioni si potrà giungere a una positiva risoluzione di tutte le vicende rappresentate, allo scopo di garantire alla cittadinanza il miglior servizio possibile. In definitiva, questa Società si sta alacremente e concretamente adoperando per porre rimedio a tutte le problematiche sopra evidenziate, sia di natura economico-finanziaria che procedurali, così da poter presentare nell’ottobre prossimo le proprie proposte progettuali atte a efficientare la gestione del servizio idrico nel territorio”.

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