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BENEVENTO – “495 pagine per 256 articoli. Pure io non ci capirei nulla. Propongo di non chiamarlo decreto rilancio ma enciclopedia banalità”. Lo dice Clemente Mastella, Sindaco di Benevento, ex ministro a proposito del decreto rilancio. “Ma davvero si pensa – osserva – che un commerciante possa mettersi a leggere quelle scartoffie? Stanno annegando nei metri di distanziamento. In spiaggia ne bastano cinque, ma sui mezzi di trasporto uno. Forse due. Ripeto. Un governo in lotta con la geometria”.

E sulle nuove assunzioni nell’amministrazione pubblica afferma: “E chi paga? Da quello che si capisce è una grande infornata, ma è anche la più pericolosa perché rischia di lacerarci in figli e figliastri. Il paese è ormai diviso in due grandi geografie dell’esistenza: privilegiati e dimenticati”.

I primi sottolinea sono, “i dipendenti pubblici, i tutelati”. “Ma chi non lo è – chiarisce Mastella – inizia a non pagare gli affitti. A Benevento, l’anno scorso, a maggio, avevamo raccolto 5 milioni di euro di tasse. Quest’anno siamo a 44 mila euro. Si rischia l’apocalisse”.

Tornando al decreto rilancio afferma: “Ma quale piano Marshall? Non sono capaci di accettare neppure i soldi del Mes… Non dobbiamo solo misurarci con l’emergenza, ma dobbiamo fare i conti anche con il M5s. Beppe Grillo balbetta. Davide Casaleggio non comanda. E però, questo movimento ci tiene ostaggi”. Mastella riflette anche sulle imprese che sono in difficoltà: “Per carità. Sono loro – precisa – che andrebbero aiutate, quelle categorie che possono rimettere in moto il paese ma non con rimborsi. Soldi autentici. Burocrazia zero. Sul serio. Purtroppo andiamo avanti senza guida”.

Infine sui sindaci: “Sono gli unici a calpestare il territorio. Mi sembra che a Roma siano passati dal distanziamento sociale al distanziamento dalla realtà. Hanno compiuto un’impresa: sono i primi a perdere la testa senza neppure avercela messa”.

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