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La Regione Campania ha varato un protocollo di sicurezza per la ripresa delle attività del wedding e delle cerimonie. Il governatore Vincenzo De Luca ha firmato ieri l’ordinanza che contiene le misure stabilite dall’Unità di crisi e condivise con le categorie interessate.

“Abbiamo deciso – spiega De Luca – di anticipare il più possibile la definizione dei protocolli di sicurezza che consentono, in attesa della data definitiva del via alla ripartenza delle attività prevista entro questo mese di maggio, di approntare tutte le misure necessarie condivise con le categorie interessate. Ciò consentirà di essere pronti alla fine di maggio per poter programmare la ripresa delle attività già dall’inizio di giugno. Si tratta di un comparto importante per la nostra regione, che comprende tante realtà produttive dislocate in tutti i territori, dall’area flegrea, alle isole, alle costiere».

Il protocollo è stato definito nel rispetto delle nuove disposizioni vigenti e sulla base delle risultanze degli incontri e delle proposte pervenute dalle Camere di Commercio, dalle principali associazioni di categoria, da singoli ristoratori nonché operatori nel settore del wedding campano e delle cerimonie. Confesercenti Campania accoglie con soddisfazione l’ordinanza sul wedding e sulle cerimonie emessa dalla Regione Campania.

«E’ anche una nostra vittoria – commenta Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Campania – avendo collaborato fattivamente per l’elaborazione di un protocollo che consente al mondo del wedding di far ripartire le migliaia di attività. Esprimiamo soddisfazione e facciamo un plauso anche alla capacità di ascolto che ha avuto la Regione Campania su questo fronte per un comparto che è rimasto fermo, isolato e sofferente per oltre un anno. Importante anche il lavoro portato avanti da Confesercenti Campania nel Modec costituito dalla Regione Campania, dal momento che i nostri sarti hanno un importante indotto dal wedding.

In Campania- sottolinea Schiavo-, ci sono in questo comparto circa 60mila aziende tra quelle «dirette» e «indirette», tenendo conto che la filiera legata al wedding è composta da almeno 30 attività commerciali (dai sarti per i vestiti alla aziende dei confetti, dai fiorai ai wedding events, dal noleggio delle auto ai fotografi, dalle sale per cerimonia alle aziende di bomboniere ecc….) che danno lavoro a circa 280mila lavoratori. Con questa ordinanza il settore può ripartire, con un graduale ritorno alla normalità per le attività e per la forza lavoro. Nel corso della pandemia la aziende di questo comparto hanno perso in media il 60% del fatturato, con picchi anche dell’80%, considerando lo stop di un anno e mezzo. Ed infatti – aggiunge Schiavo – il 20% delle attività, una forbice tra le 5mila e le 6mila unità, rischia di non riaprire. Questa ripresa muove anche la parte sociale della nostra regione, con la celebrazione di tanti matrimoni, rinviati nel corso della pandemia, che ora sono finalmente possibili».

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