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UDINESE – NAPOLI  1  –  1
UDINESE: Musso 6, De Maio 6, Ekong 6,5 , Nuytinck 6,5 , Stryger Larsen 6 , De Paul 6,5 (84’ Barak s.v.), Fofana 6, Mandragora 6, Ter Avest 6,5 (74’ Pussetto s.v.), Lasagna 6,5 (90’ Becao s.v.), Okaka 7.
In panchina: Nicolas, Perisan, Sierralta,  Opoku, Walace, Nicolas, Teodorczyk
All. Luca GOTTI 6
NAPOLI: Meret 6, Di Lorenzo 6,5 , Manolas 6 , Koulibaly 6,5, Rui 7, Callejon 6 , Ruiz 5 , Zielinski 7, Insigne 5(46’ Llorente 5), Mertens 6, Lozano 4 (62’ Younes 6).
In panchina: Ospina, Karnezis, Elmas, Luperto, Maksimovic, Hysaj, Gaetano, Leandrinho.
All. Carlo ANCELOTTI 5
Arbitro: Mariani di Aprilia 5 – Guardalinee: Schenone e Vivenzi – Quarto uomo: Aureliano
VAR: Manganiello – Avar: Preti
Marcatori: 32’ Lasagna (U), 69’ Zielinski (N)
Note: Terreno in ottime condizioni in una serata fredda. Spettatori presenti oltre ventimila, con buona rappresentanza partenopea. Ammoniti: De Paul (U), Mertens (N), Callejon (N), Fofana (U), Okaka (U), Rui (N) Espulso, dalla panchina, Maksimovic (N) per litigio con il guardalinee. Calci d’angolo 10 a 3 per il Napoli. Recuperi: 1’ e 4’.
UDINE. E’ importante, nel calcio, vincere e mai come nel periodo (un po’ lungo ed estenuante) di confusione societaria, tecnica, di spogliatoio, che sta attraversando il Napoli, assistere ad una gara condotta con impegno e voglia di avere la meglio, ma correndo poco, non mostrando quella determinazione che occorre proprio nei momenti in cui bisogna invertire la marcia(sette partite senza vittoria, record che risale ai tempi del Napoli delle retrovie) è stato il momento in cui, a fine gara, è esploso il desiderio, anzi la convinzione di esautorare la saga di Reggiolo: sull’ hashtag “AncelottiOut” non c’è spazio per commenti che possano aiutare l’allenatore a rimanere alle falde del Vesuvio. Non ci sono sconti per il “sopracciglio arcuato”, né servono le parole nel post partita per calmare le acque agitate, soprattutto tra i tifosi, cui non interessa chi subentrerà ( Gattuso, Allegri e Spalletti nell’ordine, secondo le voci che filtrano dall’entourage azzurro), ma esclusivamente il “siluramento” di padre e figlio. Se poi dovesse concretizzarsi il segreto, non tanto, desiderio del Presidente di soffiare Inzaghi jr al Lotito biancoceleste, allora la sofferenza che ormai è giunta al livello di guardia, si tramuterebbe in speranza di concretizzare quel sogno che Ancelotti, in avvio di stagione, aveva affermato quale obiettivo alla portata e non utopistico. Viene da sottolineare che anche la società ha le sue responsabilità, in quanto avrebbe potuto, dopo la gara interna contro il Salisburgo, nella quale si era registrata una prestazione da incorniciare, evitare la prosecuzione del ritiro, impedire al figlio di ADL le critiche nello spogliatoio, perché con questi  comportamenti si è data la stura a polemiche, ammutinamenti, pareggio e sconfitta in campionato, intervallati dalla prestazione maiuscola all’Anfield. Ora, essendo impossibile ritornare sui propri passi, occorre non rovinare la qualificazione agli ottavi di Champion’s , per liberarsi del trainer, ma credere ciecamente nelle sue parole : “ quando le cose più male vanno  e più bene andranno”, ma abbandonare la visione di un Napoli opaco, senza voglia di riscatto, con un’integrazione allenatore-squadra sempre più lontana, con l’intestardirsi a schierare gli acquisti che avevano suscitato scalpore, in positivo, per l’attacco, Lozano e Llorente, mostrando prove sempre più negative, è molto difficile, se non impossibile, intravederle all’orizzonte. Potrà il passaggio del turno in Europa, allentare la morsa dell’esonero, ridare fiducia, serenità, concentrazione e risultati al Napoli, calciatori, società e staff tecnico ? Non possiamo che, semplicemente, sperarlo, ricordando che l’ambiente è in fibrillazione, e difficilmente si ricrederà su quanto richiede a gran voce, da settimane, e, unico motivo di continuare a sperare in un acchetamento delle acque, qualche acquisto che potrà avere del sensazionale, quale l’arrivo di Ibrahimovic, che gradirebbe la piazza partenopea anche per il piacere di giocare in Champion’s, per avere come allenatore Ancelotti, per entusiasmare il S. Paolo, come fu per Maradona, riportare in massa i supporters allo stadio. Un piccolo accenno alla partita della Dacia Arena: a giustificare la squallida partita, la quasi totale inattività dei due portieri, costretti a recuperare il pallone alle proprie spalle in occasione delle due segnature, quella friulana ( 32’), su contropiede dei bianconeri gestito da Fofana, che su un rapido capovolgimento di fronte, ha servito la sfera al veloce Lasagna che si è “bevuto” letteralmente Koulibaly, freddando Meret in uscita, e quella partenopea ( 69’) , grazie ad un insistita azione di Zielinski, che ha concluso, con un tiro ad effetto, sorprendendo l’immobile Musso, un recupero del pallone da parte di Mertens al limite dell’area avversaria. Poche le note positive, e le delusioni maggiori da Insigne, Lozano e Llorente, ragion per cui, l’invito all’allenatore è di schierare una formazione che si affidi agli “aficionados” della maglia azzurra, Callejon, Mertens, Milik, che, ne siamo certi, nel cuore portano indelebili i segni della pura e vera napoletanità.

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