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La manovra del governo parte con il piede giusto per l’agricoltura e l’agroalimentare. Tra le misure dirette e quelle che comunque avranno un impatto sulle filiere, il pacchetto agricolo è piuttosto sostanzioso. Sono stati confermati alcuni interventi come l’esenzione Irpef per i redditi dominicali e agrari e l’esonero contributivo per 24 mesi a favore di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali di età inferiore a 40 anni che si insediano per la prima volta in agricoltura tra il 1° gennaio e il 31 dicembre del prossimo anno. Si tratta di un’agevolazione importante per sostenere i giovani soprattutto in questo periodo in cui, per l’impennata dei costi, il 25% degli under 40 è stato costretto a ridurre la produzione. Mettendo così a rischio lo sviluppo stesso del settore poiché sono le giovani imprese le leve per l’agricoltura del futuro.

Nell’ultimo anno, secondo l’analisi Coldiretti-Divulga, sono nate in media 17 nuove giovani aziende al giorno. E sono le attività produttive più avanzate con una superficie doppia rispetto alla media, un fatturato più elevato del 75% e il 50% di occupati in più, decisamente orientate al mercato e con una spiccata propensione agli investimenti in hi-tech e digitalizzazione. Il 31% degli under 35, infatti, applica tecniche di agricoltura di precisione dai droni ai satelliti. In questo quadro è strategico anche lo stanziamento di 75 milioni per ciascun anno dal 2023 al 2025 messo a disposizione dei progetti di innovazione, dalla robotica alle piattaforme e infrastrutture 4.0. L’obiettivo è fare leva sull’innovazione per incrementare la produttività dei settori dell’agricoltura, della pesca e dell’acquacoltura.

Per incentivare gli investimenti in nuove tecnologie sono previsti voucher, agevolazioni alle imprese anche con contributi a fondo perduto, sottoscrizione di quote o azioni di uno o più fondi per il venture capital. Tra le novità il Fondo per la sovranità alimentare (la cifra di questo governo) con una dotazione complessiva di 100 milioni (25 milioni per ciascun anno dal 2023 al 2026) che rappresenta l’impalcatura finanziaria della strategia (che ha dato il nome anche al ministero dell’Agricoltura) e che punta alla tutela e valorizzazione del cibo italiano di qualità, alla riduzione dei costi di produzione, al sostegno delle filiere, alla gestione delle crisi garantendo la sicurezza delle scorte e degli approvvigionamenti alimentari. Non è una misura diretta, ma destinata comunque a premiare anche le imprese agricole: è la card riservata ai soggetti con Isee inferiore a 15mila euro per agevolare gli acquisti di prodotti alimentari di prima necessità.

In campo sono stati messi 500 milioni per il 2023. E’ un intervento non nuovo, ma che assume una funzione rilevante in un periodo in cui l’inflazione corre e per i beni alimentari ha segnato una crescita del 13,1%. Con il sostegno alle persone più fragili, in una situazione di povertà crescente, si potrebbero ottenere due risultati: favorire gli acquisti di cibo di qualità per i meno abbienti e dare una spinta alla produzione agroalimentare. Rifinanziati anche i contratti di sviluppo con un budget di 160 milioni per ciascuno degli anni dal 2023 al 2027 e 240 milioni dal 2028 al 2037 per programmi relativi anche alla trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e per lo sviluppo di attività turistiche.

La nuova legge di Bilancio ha rispolverato i voucher innalzando a 10mila euro il limite dei compensi per prestazioni di lavoro occasionale svolte nell’ambito delle attività agricole di carattere stagionale senza i limiti della precedente normativa. I sindacati, che non hanno mai condiviso questo strumento, hanno alzato le barricate, ma Coldiretti ha chiarito: “Occorre puntare sulla sburocratizzazione attraverso il confronto con le istituzioni e i sindacati per individuare le formule più adeguate che garantiscano maggiore semplificazione per le imprese e le necessarie tutele per i lavoratori agricoli”.

L’impegno è trovare un accordo che permetta alle aziende di garantirsi manodopera con modalità flessibili ma assicurando la piena soddisfazione dei lavoratori. E contribuire così a eliminare le sacche di “nero” che sporcano l’attività e costituiscono una concorrenza sleale per la maggioranza di imprese che rispettano le regole. Altre misure riguardano la rideterminazione dei valori di acquisto di terreni e partecipazioni, il riconoscimento, anche per il primo trimestre 2023, del credito di imposta in favore delle imprese che svolgono attività agricola, della pesca e agromeccanica per l’acquisto del carburante per i mezzi utilizzati. E ancora, indennità di “fermo pesca” onnicomprensiva, pari a 30 euro per il 2023, per ciascun lavoratore dipendente da imprese della pesca marittima Rinviata di un anno l’operatività delle disposizioni relative alla plastic tax e alla sugar tax.

Non è destinato all’agricoltura, ma è un “vecchio” cavallo di battaglia del settore il Fondo istituito per il contrasto al consumo di suolo. La finalità è realizzare interventi per la rinaturalizzazione di suoli degradati o in via di degrado in ambito urbano e periurbano. Al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica sono stati assegnati 10 milioni per il 2023, 20 per il 2024, 30 per il 2025 e 50 rispettivamente per il 2026 e il 2027. Un’azione quanto mai strategica alla luce dei continui disastri che il nostro Paese deve fronteggiare, l’ultimo quello che ha colpito Ischia provocando vittime e devastazioni. La relazione illustrativa della norma sottolinea infatti come il consumo del suolo sia diventato un argomento di grande attenzione a livello nazionale e comunitario. E si fa preciso riferimento ai dati Ispra, secondo i quali nel 2021 più di 2 milioni di ettari di suolo sono stati trasformati e nell’ultimo decennio sono stati consumati 16 ettari al giorno.

Occorre fermare il consumo del suolo – è l’appello lanciato da Coldiretti – in una situazione in cui negli ultimi 50 anni è scomparso un terreno agricolo su tre, a causa dell’abbandono e della cementificazione che ha messo a rischio l’ambiente e la sicurezza dei cittadini. “L’Italia – ha affermato il presidente Ettore Prandini – deve difendere e far crescere il patrimonio agricolo e la disponibilità di terreno fertili con un adeguato riconoscimento sociale, ambientale ed economico del lavoro nelle campagne. Occorre perciò accelerare l’approvazione della legge sul consumo di suolo attesa da quasi un decennio e che potrebbe dotare l’Italia di uno strumento all’avanguardia per la protezione del territorio”.


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