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Per molto, troppo tempo le università italiane sono state luoghi spettrali. A causa di lockdown prima e restrizioni specifiche poi, la presenza fisica degli studenti negli atenei è venuta meno. Ma dal giugno scorso, ovvero da quando tutte le Regioni italiane sono entrate in zona bianca, le città sono tornate parzialmente a rivivere come accadeva prima dell’avvento del virus. Oltre a bar, mense e palestre, hanno iniziato a ripopolarsi anche le università. Quel tipico andirivieni giovanile negli atenei, tuttavia, è ancora un ricordo. Data la situazione pandemica ancora in corso, infatti, agli studenti è sovente concessa la possibilità di continuare a seguire i corsi in modalità digitale. Questo ha fatto sì che tanti, specie i fuorisede, abbiano deciso di proseguire l’attività accademica dalla loro abitazione di residenza: un modo per restare vicino agli affetti familiari certo, ma anche per tagliare le spese degli spostamenti e dell’alloggio.

PREZZI SCESI DEL 2,5%

È così che la scelta diffusa ha influito sui prezzi delle stanze in affitto nelle città universitarie. Un’analisi di Immobiliare Insights, specializzata nell’analisi di mercato per gli operatori del settore, rileva che dopo anni di costanti rincari che avevano portato i costi delle stanze alle stelle, gli affitti per i fuorisede registrano per la prima volta quest’anno una tendenza al ribasso.

Rispetto al 2020, i prezzi in Italia sono scesi in media del 2,5%. Se in passato la domanda per questo mercato non riusciva quasi mai a trovare risposta adeguata nell’offerta, la situazione oggi si è invertita: le richieste, seppur cresciute quasi del doppio (96,3%) rispetto all’annus horribilis 2020, non bastano a coprire l’offerta.

MILANO LA PIÙ CARA

Le città in cui si registrano le oscillazioni negative più importanti sono le lombarde Milano e Pavia (le locazioni di posti letto sono scese oltre il 9% in meno). La città meneghina, dove il prezzo medio si è abbassato a 470 euro mensili per una camera singola e a 285 per un posto letto, resta comunque sul gradino più alto del podio dei prezzi.

Segue Roma, dove chi cerca una stanza deve spendere di media 417 euro e 246 euro per un posto in doppia. Scendono anche i prezzi delle due città appaiate al terzo posto: Bologna e Firenze offrono una camera singola in media a 390 euro. Più in basso in classifica si collocano Venezia (353 euro), Padova (336 euro), Torino (324 euro), Siena (321 euro), Napoli (320 euro) e Pisa (307 euro).

LA SITUAZIONE AL SUD

Napoli è dunque la città che guida la classifica dei prezzi nelle città universitarie del Sud. E, dopo Milano, la città partenopea è anche quella in cui si registra il calo più significativo su scala nazionale: -8,2%.

In controtendenza altre due sedi di storici atenei meridionali: a Catania la variazione positiva è del 5,7%, mentre a Bari è del 3,7%. Aumentano i prezzi pure a Padova (5,3%). Stabili rispetto a un anno fa i costi delle stanze a Palermo, che è anche l’unica città in cui si registra un calo di disponibilità di stanze: -23,5% in un anno. Cala la disponibilità nel capoluogo siciliano, mentre aumenta la richiesta all’ombra del Vesuvio: a Napoli le ricerche di stanze sono aumentate del 629% su base annua, record italiano, seguito da Torino (166%), Firenze (152,2%) e Catania (123,7%).


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