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Monte dei Paschi di Siena

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Era mezzanotte passata, la mezzanotte di lunedì 21 aprile. I partiti di maggioranza avevano già concordato con il Tesoro le liste per cda di Enel, Eni, Poste e Leonardo. Mancava solo il Monte dei Paschi e quasi a tempo scaduto si approvò una bozza da ratificare entro il giovedì successivo. Gli addetti ai lavori scoprirono solo il 23 aprile, insomma, quello che era davvero accaduto.

MANOVRE E PIZZINI

Adesso, 25 giorni dopo, il gran pasticcio è sotto gli occhi di tutti: nell’approvare il bilancio 2019, l’assemblea dei soci nella seduta di ieri ha approvato anche la nomina del nuovo Consiglio di amministrazione.

Si è scoperto così che dei 15 membri del nuovo Cda (solo due sono stati riconfermati) nessuno di loro, a parte l’amministratore delegato designato, ha mai conosciuto il discreto fascino di un vero board bancario. Forse non sanno neanche cos’è una filiale.

Hanno curriculum lunghi e impeccabili, sia chiaro, ma più accademici che altro. Sbucano fuori da traiettorie impreviste che fanno immaginare più o meno cosa sia successo quella fatidica notte, quanto sia stata più una questione di pizzini fatti arrivare sul tavolo all’ultimo momento che non una scelta tecnicamente ponderata, sulla base di competenze specifiche.

LE SCELTE

Lasciamo da parte Guido Bastianini, con un passato in Banca Profilo e in Carige, banchiere per forza, perché altrimenti non l’avrebbero potuto destinare alla carica di amministratore delegato. Prendiamo gli altri, a cominciare da Maria Patrizia Grieco, la nuova presidente, che viene direttamente dalla presidenza dell’Enel. Laureata in Giurisprudenza, inizia all’Italtel di cui diverrà amministratore delegato. Poi passerà a Olivetti, sempre come amministratore delegato e sarà consigliere in Fiat Industrial, Cir e altre grosse aziende. Banche? Nessuna.

Poi le due nuove vicepresidenti,, Francesca Bettìo e Rita Laura d’Ecclesia. Bettìo è ordinario di Politica economica all’università di Siena, mentre d’Ecclesia insegna “Metodi matematici per le applicazioni economiche e finanziarie” alla facoltà di Scienze politiche della Sapienza.

Proseguiamo. Francesco Bochicchio risulta essere un “esperto di diritto dei valori mobiliari, del settore finanziario e di diritto bancario” e professore a contratto presso la facoltà di Economia dell’università di Parma.

Luca Bader, invece, membro del consiglio d’amministrazione di Leonardo, è stato anche consigliere di Palazzo Chigi e ha lavorato al Dipartimento affari internazionali della Margherita. In più un master alla London School of economics.

Olga Cuccurullo ha dalla sua la carica di responsabile della settima direzione del ministero del Tesoro, Laureata in giurisprudenza anche lei, con un master “di II livello” alla Sapienza di Roma.

Andiamo avanti. Rossella Castellano risulta “professore associato di metodi matematici dell’economia” all’università di Macerata, mentre Raffaele Di Raimo è ordinario di diritto civile e docente di Diritto dei mercati finanziari nell’Università del Salento e, a volerla dire tutta, anche “condirettore della Rivista di diritto bancario”.

Di Alessandra Giuseppina Tedeschi si trovano diversi profili , tutti accademici, ma nessun collegamento in qualche modo a una banca.

QUADRO GENERALE

Eccoli quindi i magnifici nove, assolutamente digiuni di esperienza in materia, che andranno a far compagnia all’amministratore delegato Bastianini. Ne rimangono cinque, a completare questo incredibile quadro. Innanzitutto Nicola Maione, avvocato cassazionista, confermato dal Tesoro, e Marco Giorgino, indipendente, ordinario al Politecnico di Milano. Poi Roberto Rao, che viene dal Consiglio di amministrazione delle Poste e quindi una sua esperienza l’avrà maturata, e Paola de Martini che invece viene dalla presidenza della banca Widiba di Milano, gruppo Mps.

Infine l’ultimo nome. Quello di Marco Bassilichi, un imprenditore solido e di successo, che ai bei tempi di Mussari forniva al Monte Dei Paschi un po’ di tutto: bancomat, computer, manutenzione dei sistemi. Viene descritto come un renziano doc, ma nel senso che forse Renzi deve qualcosa a lui, almeno agli inizi della sua carriera politica. Ebbene, questo Bassilichi ha un solo grande difetto, visto che il conflitto di interessi esiste purtroppo a prescindere dalla figura del portatore: fornisce ancora Mps, come si deduce da un ultimo bilancio depositato nel 2018. Lo ha pubblicato Il Fatto: vi si legge di «un’attività di fornitura,gestione e manutenzione di impianti di sicurezza per il gruppo Monte dei Paschi di Siena in circa 1500 filiali».

QUALE MANDATO?

Il sindaco di Siena, Luigi De Mossi, una sua idea se l’è comunque fatta: «Perché non si è voluto dare continuità a un consiglio di amministrazione che aveva fatto del suo meglio per la città? Queste persone cosa vengono a fare a Siena? Quale è il loro obiettivo? Quale il loro mandato? O addirittura non c’è?».

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