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È cambiata la musica; non è cambiata solo la compagine di Governo ma, ripeto, è cambiato l’approccio e, soprattutto, sono comparsi dei segnali che fanno ben sperare su una positiva evoluzione del rapporto tra organo centrale e organo locale.

Per convincersi di ciò che definisco “un concreto segnale di cambiamento” penso sia utile leggere il comunicato stampa della Presidenza del Consiglio del giorno 12 gennaio: “Oggi, presso la sala Verde di Palazzo Chigi, si è riunita la Cabina di Regia del PNRR, presieduta dal Ministro per gli Affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR, Raffaele Fitto, per fare il punto con tutte le amministrazioni centrali e territoriali. Alla riunione hanno preso parte anche il Presidente della Conferenza delle Regioni e Province autonome, Massimiliano Fedriga, il Presidente dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, Antonio De Caro, e il Presidente dell’Unione Provincie Italiane, Michele De Pascale. L’Italia è chiamata a raggiungere 27 obiettivi entro il 30 giugno 2023, di cui 20 milestone e 7 target. Il loro raggiungimento consentirà di poter richiedere alla Commissione Europea il pagamento della quarta rata di 16 miliardi di euro. Nel corso della cabina di regia è stato condiviso che, nelle prossime settimane, saranno convocate apposite riunioni tecniche bilaterali dove sarà verificato lo stato di attuazione di ciascuna misura, anche in vista dell’avvio della fase di aggiornamento del PNRR e dell’inserimento del capitolo Repower Eu. Questa fase si inserisce nel percorso di proficua collaborazione con la Commissione Europea. Sono state sollecitate le singole amministrazioni a fornire elementi e contributi per definire misure di accelerazione degli investimenti anche alla luce delle criticità emerse in fase di attuazione. Il Ministro Fitto ha dichiarato che la tempestiva convocazione della Cabina di Regia conferma l’impegno del Presidente Meloni e dell’intero Governo a realizzare tutti gli obiettivi del PNRR, verificando e monitorando costantemente tutte le prossime scadenze, come già fatto nei mesi scorsi attraverso il nuovo metodo che assegna centralità alle funzioni e ai compiti della Cabina di Regia. Tale metodo ha già consentito, infatti, a questo Governo di raggiungere i 55 obiettivi previsti al 31 dicembre 2022”.

Da questo comunicato si evincano almeno tre sostanziali cambiamenti:

  1. La cabina di regia coinvolge anche il Presidente della Conferenza delle Regioni, il Presidente dei Comuni e il Presidente delle Provincie; questa scelta è coerente alla volontà, espressa sin dal primo momento dal Ministro Fitto, di affrontare le problematiche legate alla concreta attuazione del PNRR ma al tempo stesso il pieno convincimento che sarebbe miope, soprattutto dovendo effettuare una rivisitazione delle scelte, non tener conto delle risorse disponibili sia nel Fondo di Sviluppo e Coesione 2014 – 2020, sia di quelle contenute nel Fondo di Sviluppo e Coesione 2021 – 2027. Un coinvolgimento senza dubbio obbligato perché se si vogliono rivedere i Programmi Operativi Regionali (POR) garantiti dai richiamati Fondi è indispensabile una condivisione degli organi locali. Ma la presenza del Presidente De Caro testimonia anche un’altra emergenza: la attuazione da parte dei Comuni delle opere, di loro competenza, inserite nel PNRR; in più occasioni nella passata Legislatura De Caro aveva ribadito che si rischiava di perdere tali risorse perché le strutture comunali non erano in grado di rispettare i vincoli temporali del PNRR in quanto privi di adeguate strutture e quindi era indispensabile provvedere con la massima urgenza a supportare adeguatamente le varie amministrazioni locali.
  2. È stato anticipato formalmente che, nelle prossime settimane, saranno convocate apposite riunioni tecniche bilaterali dove sarà verificato lo stato di attuazione di ciascuna misura, anche in vista dell’avvio della fase di aggiornamento del PNRR e dell’inserimento del capitolo Repower Eu. Cioè finalmente, praticamente dopo due anni e mezzo (sì sono passati due anni e mezzo dall’autorizzazione della Unione Europea sul PNRR) il nostro Governo comprende e tenta di attuare sia la tanto richiesta dalla Unione Europea “Governance Unica” e, al tempo stesso, sia la verifica sullo stato di avanzamento del PNRR, sia sull’inserimento al suo interno delle scelte del Repower Eu. Tutto avverrà non in vari Dicasteri, non in varie Amministrazioni, non in Strutture Tecniche di Missione ma presso la Presidenza del Consiglio. È vero ci sono voluti due anni e mezzo ma finalmente il Governo, forse anche dopo la esperienza fallimentare del passato Governo nell’avvio concreto delle infrastrutture, ha capito che l’attuazione, soprattutto nel comparto delle costruzioni, dell’intero PNRR è possibile solo, ribadisco solo, identificando un’unica area responsabile e, cosa ancora più importante, ubicandola presso la Presidenza del Consiglio.
  3. Un altro elemento, a mio avviso anch’esso fondamentale, è quanto emerso dalle dichiarazioni del Ministro Fitto; cioè la Cabina di Regia verificherà e monitorerà costantemente tutte le prossime scadenze attraverso il nuovo metodo che assegna centralità alle funzioni e ai compiti della Cabina di Regia. Da questa precisazione emerge chiaramente la motivata preoccupazione di non rispettare i vincoli temporali imposti dalla Unione Europea; questa coscienza dei rischi penso sia apprezzabile soprattutto se confrontata con le dichiarazioni ottimistiche di alcuni Ministri della passata Legislatura sull’apertura dei cantieri. A mio avviso essere preoccupati ed evitare di trasferire le responsabilità ad una miriade di soggetti è un atto di grande rilevanza strategica; infatti in una emergenza come questa ogni forma di delega si trasforma in una rischiosa perdita di controllo dell’avanzamento organico dell’intero Piano.

Adesso però, proprio perché la Cabina di Regia ha coinvolto gli Enti locali, penso sia giunto il momento che il Governo ricordi che:

  • se il nostro Paese ha ottenuto un contributo finanziario per l’attuazione del PNRR lo deve proprio alle gravi condizioni socio economiche di una parte rilevante del nostro Paese
  • se il nostro Paese ha ottenuto quasi 73 miliardi di euro dal Fondo di Sviluppo e Coesione 2021 – 2027 lo deve al fatto che una parte rilevante del Paese ha un PIL pro capite minore del 75% della media europea e la motivazione determinante vada ricercata proprio in quella grave emergenza invocata, annunciata e mai risolta del nostro Mezzogiorno. I lavori della Cabina di Regia, proprio perché allargati anche agli Enti locali, spero non si soffermino, come avvenuto nei vari Governi della passata Legislatura, sulla allocazione di percentuali di risorse al Mezzogiorno; questo metodo oltre ad essere caduto nel ridicolo (nella passata Legislatura si è fatta una gara negli annunci, negli impegni per il Sud: 30%, 40%, 60% per poi garantire solo appena il 14%) ha solo esasperato i rapporti tra le Regioni del Sud e lo Stato.

Se davvero il Governo rispetterà questo nuovo metodo, se davvero finita la fase degli impegni programmatici e procedurali si passerà a quella del “fare”, se davvero nessuno intaccherà la unicità della governance, allora, come detto all’inizio, forse sta cambiando la musica.


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