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Giorgia Meloni a Caivano

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NON c’è solo Caivano: l’emergenza Sud non si ferma nella cittadina, alle porte di Napoli, diventata il simbolo del degrado delle periferie e, nello stesso tempo, dell’intervento dello Stato per il loro riscatto. La visita della premier, Giorgia Meloni, per l’inaugurazione del complesso sportivo abbandonato a vandalizzato dal 2018, teatro dello stupro delle due cuginette di 10 e 12 anni, è sicuramente un segnale positivo. Meno positivo il fuoriprogramma della giornata, con la premier che va incontro decisa al Governatore della Campania, Vincenzo De Luca, gli porge la mano e lo saluta glaciale: “Presidente De Luca, sono la stronza della Meloni, come sta?”. Una replica, a distanza di mesi, quando De Luca (era il febbraio scorso) le aveva mandato a dire: “Lavora tu, stronza!” (LEGGI).

Il video di ieri con l’insulto, registrato in una zona interdetta alla stampa, sembra girato da qualcuno degli staff o della sicurezza e appena diffuso fa subito il giro dei social, compreso il profilo ufficiale di Atreju. Una sorta di regia per continuare una polemica che va avanti da mesi e che, in piena campagna elettorale per le europee, risulta ulteriormente amplificata. Ma, scontri verbali a parte, il nodo delle periferie nel Sud resta tutto da sciogliere. E non solo per quella rimodulazione dei finanziamenti del Pnrr che ha spostato 2,7 miliardi dal Piano per la Ripresa e la Resilienza ad altri fondi (ancora da definire).

Ma anche perché per le tante Caivano sparse nel Sud mancano ancora risposte e progetti concreti. Dal quartiere di Librino, a Catania, balzato agli onori della cronaca per lo spaccio di stupefacenti e il traffico di armi, allo Zen di Palermo, con 16mila abitanti e una forte presenza della criminalità. In Calabria tristemente famosi le aree di Arghillà nord e di Archi, “enclave della ndrangheta”. In Puglia la situazione non migliora: nel quartiere Candelaro a Foggia sparatorie, omicidi e spaccio sono all’ordine del giorno. Solo nel 2022 ci sono stati 12 omicidi in stile narcos messicani ma non c’è stato nessun clamore mediatico. In Campania, poi, accanto a Scampia e Secondigliano, c’è tutta l’area che da Ponticelli arriva a Barra fino a via Tertulliano, al rione Traiano, oggi ritenuta la piazza di spaccio più grande d’Europa. Un degrado che è anche la conseguenza di una assenza di prospettive di sviluppo e di strutture educative. Per il parco attrezzato inaugurato a Caivano, ce ne sono centinaia che ancora aspettano la prima pietra.

Secondo un’indagine condotta sul campo dalla società pubblica Sport e Salute Spa, più della metà delle strutture sportive pubbliche e private di interesse pubblico è collocata al Nord (52%), solo il 26% nel Mezzogiorno. Sfogliando i dati del Ministero dell’Istruzione sulle infrastrutture scolastiche, circa 550mila allievi delle scuole primarie del Mezzogiorno (66% del totale) frequentano scuole che non sono dotate di una palestra. Solo la Puglia presenta una buona dotazione di palestre mentre registrano un netto ritardo la Campania (170mila allievi senza palestre, 73% del totale), la Sicilia (170mila, 81%), la Calabria (65mila, 83%). Nel Centro-Nord gli studenti senza palestra corrispondono al 54%. Le città metropolitane mostrano anche lacune nell’educazione, con una percentuale di edifici scolastici senza certificato di agibilità che raggiunge il 70%, ben al di sopra della media nazionale del 62,8%. Ancora più impressionanti i numeri sulla povertà. Tra gli under 19 che vivono in Italia, si legge in un recente rapporto di Save the Children, ben 3 milioni e 785 mila, quasi 2 su 5, si concentrano nelle 14 città metropolitane, costituite dal Comune principale e dal suo hinterland, dove, in media, vive anche il 13,7% dei contribuenti con reddito inferiore ai 15 mila euro annui. Una percentuale che supera il 50% a Reggio Calabria, Catania, Palermo e Messina.

Tra i quasi 13 mila minori che sono senza casa o fissa dimora, 2 su 3 si concentrano nelle città metropolitane, dove si registra anche il 45% di tutti i provvedimenti di sfratto. Infine, il verde pubblico, cruciale per il benessere e lo sviluppo dei giovani, è anche inferiore nelle grandi città con solo 16 metri quadrati disponibili per bambino, rispetto alla media nazionale di 19,5. Dietro ogni cifra del Sud, c’è una Caivano che aspetta risposte.


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