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IL QR CODE è destinato a diventare  compagno abituale della maggioranza degli italiani. Il codice a barre bidimensionale che caratterizza il Green pass, infatti, assume sempre più le sembianze di una chiave che dà accesso ad attività quotidiane. La conferma è giunta ieri dalla  voce del presidente del Consiglio, Mario Draghi, che in conferenza stampa ha spiegato che l’orientamento dell’esecutivo è di estendere l’utilizzo della certificazione verde. «Ci sarà una cabina di regia, come richiesto dal senatore Salvini – ha precisato – ma la direzione è questa».

Dunque c’è da aspettarsi che dopo i primi due passaggi –  del 6 agosto e del Primo settembre vi saranno altre date da cerchiare in rosso, anzi in verde. Non solo ristoranti, trasporti e scuola: il Green pass potrebbe diventare indispensabile per i lavoratori della Pubblica amministrazione, ma anche per quelli dei supermercati e per i dipendenti del trasporto pubblico. Se ne parlerà prossimamente, come detto da Draghi.  Intanto il governo guarda con soddisfazione a questa fase embrionale del Green pass. Nella conferenza stampa il ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini, ha annunciato che nel primo giorno di obbligo sui mezzi di trasporto a lunga percorrenza Trenitalia ha comunicato che sui treni «solo 70 persone, lo 0,2%,  sono state trovate senza Green pass».

Un dato che, secondo Giovannini, «testimonia la precisione con cui si lavora e l’adesione dei cittadini».

OBBLIGO VACCINALE?  UNA POSSIBILITÀ

Difficile, invece, che nel breve termine si discuta di obbligo vaccinale. Nel corso della conferenza stampa, Draghi ha risposto con un lapidario «sì» a chi gli chiedeva se si arriverà all’obbligo, Ema e Aifa permettendo.  Posizione, quella dell’esecutivo, che è stata spiegata più compiutamente dal ministro della Salute, Roberto Speranza, ricordando che l’obbligo vaccinale anti-Covid «è già disposto per il personale sanitario» e che l’estensione ad altre categorie «è una possibilità che resta potenzialmente a disposizione delle istituzioni, del governo e del Parlamento». Una possibilità, quindi, non una direzione, come invece Draghi ha definito l’ulteriore estensione del Green pass.

TERZA DOSE A BREVE

Imminente è invece la terza dose. Le parole di Draghi e Speranza hanno rotto gli indugi delle scorse settimane sul richiamo del vaccino anti-Covid. «Si inizierà nel mese di settembre e si partirà con le persone con una risposta immunitaria fragile», ha detto Speranza. Il quale ha specificato che sulla questione è arrivato il beneplacito dell’Ema e comunque «già il nostro Cts ha espresso parere positivo».

Settembre è il mese che segnerà, peraltro, il raggiungimento dell’obiettivo indicato nel marzo scorso dal commissario per l’Emergenza, il generale Francesco Figliuolo: vaccinare l’80% della popolazione over 12. Lo ha ribadito Draghi, ricordando che «già oggi siamo al 70% vaccinato». Il presidente del Consiglio, che ha espresso solidarietà a quanti «sono stati fatti oggetto di violenza da parte dei no vax», ha reiterato l’invito a sottoporsi al vaccino, definendolo «un atto verso se stessi e verso gli altri».

VACCINAZIONI IN AUMENTO

La Fondazione Gimbe, tuttavia, accende i riflettori sull’alto numero di anziani non ancora vaccinati. Secondo il suo monitoraggio indipendente, relativo alla settimana 25-31 agosto, sono 3,4 milioni. Spiccano le differenze regionali: se in Sicilia gli ultracinquantenni che non hanno iniziato il ciclo sono il 18,6%, in Puglia il 7,6%.  In generale, 42.609.377 italiani  hanno ricevuto almeno una dose (il 71%), con un aumento di 841.834 rispetto alla settimana precedente. Coloro che hanno invece completato il ciclo vaccinale sono 37.882.252 (il 63,9%). In aumento rispetto ai sette giorni precedenti il numero di somministrazioni (1.832.949), con una media settimanale che, dopo il crollo da oltre 592 mila del 28 luglio a 199 mila del 20 agosto, ha ripreso a salire raggiungendo quota 270 mila il 31 agosto.

IL BOLLETTINO

Ancora un lieve aumento del tasso di positività: dal 2,1% di mercoledì al 2,3%. I tamponi positivi rilevati su 293.067 effettuati ammontano a quota 6.761, contro i 6.503 registrati il giorno prima. Più o meno stabili le ospedalizzazioni: sono   555 i pazienti in terapia intensiva (+15) e 4.205 quelli nei reparti ordinari (-26). Le vittime sono state 62 (mentre due giorni fa eraano state 69).


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