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Caparezza e la copertina di "Exuvia"

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É uscito oggi 7 maggio il nuovo album di Caparezza, “Exuvia”, pubblicato per Polydor/Universal Music. Un album che contiene quattordici brani scritti, composti, prodotti da Caparezza e mixati da Chris Lord-Alge.

Dopo quattro anni dalla pubblicazione di “Prisoner 709”, l’artista pugliese ritorna con il suo ottavo album in studio. Un lavoro discografico che segna la sua metamorfosi (LEGGI LA NOTIZIA).

Non a caso Exuvia è il termine scientifico che descrive la vecchia pelle dell’insetto dopo la muta. «Quando osservo i miei video, quando ascolto le mie canzoni, quando rileggo i miei testi – racconta – penso sempre che non mi appartengano più, come un’exuvia».

Questo nuovo lavoro discografico, per Caparezza è stato «estenuante – lo ammette lo stesso artista – l’album più difficile degli otto che finora ho realizzato, perché ce ne sono altri sette con cui fare i conti. Ma a me non interessano i dischi belli, piuttosto quelli che hanno anima e sentimento autentico».

Un disco, quest’ultimo, anticipato dal singolo “Exuvia” (GUARDA IL VIDEO) da cui prende il titolo, e da “La scelta” (GUARDA IL VIDEO) che probabilmente è poi il brano che descrive l’essenza dell’intero album. Una canzone che sottolinea il bivio dell’artista, indeciso tra la famiglia e la carriera e che vede la scelta come unica soluzione.

Ma da questo tormento Caparezza ne è uscito, e anche bene. «Sono riuscito a far pace con il passato – racconta il rapper pugliese – . Ho affrontato di petto, come non avevo mai fatto prima, alcune cose che non ho vissuto benissimo». E accenna al suo progetto musicale Mikimix, antecedente a Caparezza, con cui esordì a Sanremo nel ’97.

«Forse l’exuvia più plateale della mia vita artistica. A lungo mi sono vergognato di Mikimix. E’ stata una partenza sbagliata, un passo falso dal quale ho faticato a riprendermi. Stavo nascendo il rap italiano, ma io andavo in una direzione diversa dagli altri. Se sono qui, però, lo devo anche a quel passo sbilenco e dopo più di 20 anni ho diritto di riappacificarmi con il passato, anche verso il futuro».

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