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Elisa Longo Borghini

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TOKYO (GIAPPONE) – L’upgrade non c’è stato ma, per come si era messa la corsa, va benissimo così. Come cinque anni fa a Rio de Janeiro, Elisa Longo Borghini conquista il bronzo nella prova in linea di ciclismo riservata alle Elite, dimostrando di avere gli artigli ben affilati e una determinazione che la confermano tra le top del mondo.

Sul traguardo della Fuji International Speedway, dopo 137 km di percorso, la 29enne di Verbania, professionista con la Trek-Segafredo, approfitta del momento giusto per mettersi al riparo dal ritorno del gruppetto ristretto, formatosi dopo una gara selettiva al punto giusto.

La fuga al chilometro zero va in porto perché l’austriaca Anna Kiesenhofer resiste e conquista un oro inatteso, e per questo più bello, vincendo per distacco sull’olandese Annemiek Van Vleuten.

Le altre due fuggitive spintesi sino a pochissimo dall’epilogo, l’israeliana Omer Shapira e la polacca Anna Plichta, avevano già alzato bandiera bianca quando l’azzurra, capita l’antifona, si era lanciata solitaria verso il bronzo.

Un’azione decisa, quella della Longo Borghini, che nel 2020 è stata bronzo mondiale a Imola e argento europeo a Plouay.

«Questa medaglia ha un significato particolare – ha detto la piemontese, otto volte campionessa nazionale, cinque a cronometro e tre in linea – Ho sofferto molto nel mese di giugno durante il Giro d’Italia e oggi ho corso con tutte le persone che mi vogliono bene nel cuore: mio papà, mia mamma, il mio fidanzato, i miei tifosi, volevo regalare a tutti la gioia di una medaglia».

L’oro le sfugge ancora ma questo non le toglie il sorriso, prima e dopo la cerimonia del podio: «Sono contenta. Io faccio il mio, mi piace mettere giù la testa e lavorare senza tante scene. Arriverà anche il momento in cui vincerò un oro, ma oggi sono tanto contenta per l’Italia».

In collaborazione con Italpress

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