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Svolta a Eboli sull’omicidio del giornalista Luca Esposito: fermato in un casolare abbandonato il presunto responsabile dell’assassinio e del rogo.
SALERNO — Importante e rapida svolta nelle indagini sull’efferato delitto di Luigi “Luca” Esposito, il giornalista sportivo di 53 anni il cui corpo, completamente carbonizzato, era stato rinvenuto domenica scorsa in un terreno agricolo nella frazione Cioffi di Eboli. Nella notte di oggi, 25 luglio 2026, le forze dell’ordine hanno rintracciato e sottoposto a fermo di indiziato di delitto un uomo, un tunisino di 26 anni. Questo sarebbe ritenuto il presunto responsabile dell’omicidio. L’operazione è scattata a seguito di un’intensa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Salerno e condotta sul campo dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale. Il sospettato si nascondeva all’interno di un casolare in stato di abbandono. Qua è stato sorpreso e bloccato prima che potesse far perdere ulteriormente le proprie tracce.
All’intervento ad alto impatto hanno preso parte anche gli specialisti del Reparto Indagini Tecniche del ROS e i militari dello Squadrone Cacciatori di Puglia. Loro son stati fondamentali per la localizzazione e la messa in sicurezza dell’area.
L’uomo, una volta sottoposto a interrogatorio ha reso piena confessione. Il cittadino tunisino di 26 anni, senza fissa dimora e irregolare sul territorio nazionale, era nascosto all’interno di un casolare abbandonato, non lontano dal luogo del ritrovamento del corpo della vittima. I carabinieri sono arrivati al 26enne, anche grazie a una impronta digitale trovata nell’auto del giornalista. Nel corso della perquisizione all’interno dell’edificio in cui si nascondeva, hanno rinvenuto il telefono cellulare e una carta di pagamento elettronico di Esposito. Secondo la ricostruzione degli investigatori i due si conoscevano: si sarebbero incontrati e ci sarebbe stata una lite in seguito alla quale il tunisino avrebbe colpito la vittima. Poi gli avrebbe dato fuoco quando il giornalista non era ancora morto.
FERMATO UN UOMO: GLI SVILUPPI DELL’INCHIESTA A EBOLI SULL’OMICIDIO DEL GIORNALISTA
Il fermo segna un punto decisivo in un’inchiesta complessa. Una inchiesta alimentata sin dalle prime ore da tasselli critici come la sparizione del cellulare della vittima e i filmati delle telecamere di videosorveglianza che ritraevano il 53enne in compagnia di un altro uomo poco prima della tragedia. Il provvedimento eseguito a carico del fermato apre ora la strada agli interrogatori di garanzia. Questi serviranno per chiarire l’esatto movente e la dinamica che ha portato alla morte del giornalista.
IL COMMENTO DEL MINISTRO SALVINI: «MILITARI A PROTEZIONE DELLE NOSTRE CITTÀ»
“Grazie alle Forze dell’Ordine per la rapida cattura di questo assassino. Adesso che vada in carcere al suo Paese, non qui a spese degli italiani. È ormai urgente che, come propone la Lega da tempo, si schierino migliaia di militari a protezione delle nostre città. Nessuna persona perbene può aver paura di avere donne e uomini in divisa ovunque”. Lo scrive su X il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini.
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