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I manifestanti e la polizia schierata alla stazione di Lamezia Terme

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LAMEZIA TERME (CATANZARO) – Dopo la dura protesta messa in scena ieri con dei blocchi per diverse ore del traffico ferroviario alla stazione di Lamezia Terme (LEGGI) anche oggi una cinquantina di lavoratori ex Lsu-Lpu con bandiere dei sindacati sono giunti davanti alla stazione ferroviaria per protestare contro la mancata adozione di provvedimenti che consentano la loro stabilizzazione. Altri manifestanti sono attesi per le prossime ore. Davanti allo scalo, dove la situazione è tranquilla, è presente un cordone di forze dell’ordine, tra poliziotti e carabinieri, che sta attuando dei controlli alle persone dirette all’interno dell’edificio e munite di biglietto ferroviario. Nella zona antistante la stazione ferroviaria è stato interdetto il traffico veicolare. In serata, però, un gruppo di manifestanti, seguito da un cordone di polizia e carabinieri, ha raggiunto l’aeroporto dove era atteso anche l’arrivo del ministro Lezzi, attuando un altro presidio.

VIDEO: IL PRESIDIO DAVANTI L’AEROPORTO DI LAMEZIA

Nella lunga giornata di oggi, una delegazione dei lavoratori e dei sindacati ha incontrato il ministro per il Sud Barbara Lezzi in visita in Calabria. In particolare, la Uil Calabria, attraverso la propria pagina Facebook, ha chiarito che «la continuità lavorativa degli Lsu/Lpu della Calabria sarà garantita. Almeno questo è quanto ha dichiarato il Ministro per il Sud, Barbara Lezzi durante l’incontro avuto con i Segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Calabria, Angelo Sposato, Tonino Russo e Santo Biondo, ed una delegazione dei lavoratori precari in mobilitazione».

Nel primo pomeriggio momenti di tensione tra alcuni manifestanti e la polizia, dopo il tentativo di forzare il cordone posto all’ingresso della stazione. Una donna ha accusato un malore ed è stata soccorsa. 

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L’incontro con il Ministro

La rassicurazione da parte del rappresentante del Governo si è concretizzata nell’impegno «del Consiglio dei ministri ha trovare uno spazio di manovra all’interno della Legge di Bilancio».

Il ministro Lezzi ha anche «garantito che il percorso di stabilizzazione lavorativa dei 4500 precari calabresi verrà perseguito attraverso il cosiddetto “Decreto concretezza” in esame in Commissione Lavoro al Senato».

Gli esponenti sindacali, Santo Biondo, Angelo Sposato e Tonino Russo, «pur ritenendo positiva l’apertura del Ministro Lezzi, attendono una comunicazione ufficiale di Palazzo Chigi attraverso i canali di Stato e, quindi, all’Ufficio territoriale di Governo di Catanzaro».

Inoltre, i Sindacati confederali «hanno chiesto al Ministro Lezzi l’apertura di un Tavolo sul Mezzogiorno che parta dalla Calabria e riporti al centro dell’agenza politica del Governo, insieme alla vertenza dei precari, le questioni ancora aperte del porto di Gioia Tauro, del nodo infrastrutturale, della lotta al dissesto idrogeologico e della carenza di investimenti».

In attesa delle conferme ufficiali da Palazzo Chigi, «la protesta dei lavoratori precari a Lamezia Terme non verrà smobilitata, così come non viene meno la possibilità di spostare la vertenza a Roma nelle prossime ore. La decisione finale sarà assunta in assemblea insieme ai lavoratori all’esito delle eventuali comunicazioni ufficiali da parte del Governo».

La reazione dopo le tensioni

«Quanto accaduto – ha detto Santo Biondo, Segretario generale della Uil Calabria – è un fatto spiacevole che si poteva evitare se si fosse accelerato l’iter burocratico, con la comunicazione ufficiale alla Prefettura di Catanzaro, degli accordi presi fra il Ministro Lezzi ed i Sindacati confederali calabresi. A questo punto ci pare lecito chiederci: se il Ministro Lezzi ha garantito l’impegno del Governo alla continuità lavorativa e alla successiva stabilizzazione degli Lsu/Lpu della Calabria, se dunque una soluzione è stata trovata, perché la stessa non viene comunicata ai lavoratori? Non vorremmo che questa vertenza stia scadendo sul terreno della lotta politica fra maggioranza e opposizione. Se così fosse non possiamo che rammentare a tutti i parlamentari che ciò è un tatticismo da Prima repubblica. E che, mentre i partiti sono proiettati alla prossima tornata elettorale europea, i comuni calabresi rischiano il blocco e 4500 famiglie vedono avvicinarsi lo spettro della disoccupazione».

«In attesa di una risposta concreta da Palazzo Chigi – ha concluso Santo Biondo – manterremo la mobilitazione a Lamezia Terme e lavoriamo per preparare la manifestazione di protesta in quel di Roma».

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