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Un'urna per le elezioni regionali

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CATANZARO – La riflessione del nuovo Governo potrebbe portare all’ennesimo irrigidimento delle restrizioni per limitare la diffusione del Covid-19. Tutto questo implica una seria riflessione sulle prossime scadenze elettorali, considerato che l’11 aprile la Regione Calabria sarebbe chiamata alle urne, così come a maggio è previsto il turno elettorale per le amministrative.

Le nuove restrizioni modificherebbero, però, il quadro dei turni elettorali e sul tavolo del Governo, ma anche degli enti locali, starebbe già girando una bozza di proposta che determinerebbe una importante novità: tutte le scadenze elettorali sarebbero prorogate al mese di settembre.

L’obiettivo è quello di evitare campagne elettorali che, evidentemente, produrrebbero assembramenti e iniziative politiche. Inutile appellarsi al rispetto delle normative, la campagna elettorale è di per sé motivo di incontro e di confronto, e questo implicherebbe iniziative pubbliche affollate.

L’idea, dunque, secondo quanto trapela, è quella di trasferire tutte le scadenze elettorali al prossimo mese di settembre, contribuendo a scongiurare la diffusione del virus.

Il centrosinistra e l’unità perduta

In questo clima di grande incertezza, che produrrebbe una lunga e interminabile campagna elettorale, il commissario regionale di Europa Verde-Verdi, Giuseppe Campana, prova a sedare lo scontro in atto nell’area del centrosinistra, proponendo un passo indietro dei candidati Luigi de Magistris e Nicola Irto. A dire il vero, ci aveva già provato lo stesso Irto (LEGGI), ma l’appello era stato rispedito al mittente dall’ex magistrato di Catanzaro (LEGGI).

I Verdi ci riprovano, aggiungendo: «Seppur meritoria l’intenzione di Nicola Irto di mettere in gioco la sua candidatura pur di cercare di unire le forze del centrosinistra in vista delle prossime regionali, non è con gli ultimatum che si può raggiungere tale proposito. Europa Verde Calabria, tra i primissimi ad affermare con forza la necessaria unione delle forze moderate e progressiste, unico metodo per battere le destre in Calabria – ha affermato – ritiene che non possano esserci posizioni di forza e né, lo ribadiamo, ultimatum di sorta».

Secondo il commissario della forza politica di centrosinistra, «riteniamo necessario per la Calabria un passo indietro dei candidati presidenti Irto e De Magistris e la convocazione di un’urgente riunione per trovare una soluzione unitaria: De Magistris e Irto devono dire la verità ai calabresi e alle calabresi perché le loro candidature portano alla divisione e faranno vincere la destra. Con le loro candidature De Magistris e Irto affermano solo se stessi consapevoli di una sicura sconfitta».

Da qui la disponibilità ad aiutare una mediazione: «Europa Verde Calabria – conclude Campana – si propone come forza di mediazione tra le parti, ancora una volta mettendo al centro della propria azione il destino e il futuro dei calabresi e delle calabresi».

La crisi dei 5 Stelle e le sirene di de Magistris

In questo clima di incertezze, ancora più complessa è la situazione all’interno del Movimento 5 Stelle. Il voto contrario al Governo di Mario Draghi ha decimato la truppa calabrese alla Camera e al Senato. Il provvedimento di espulsione ha colpito quattro senatori: Nicola Morra, Bianca Laura Granato, Margherita Corrado e Rosa Silvana Abate; e due i deputati: Francesco Sapia e Francesco Forciniti.

Tutto questo, mentre una larga fascia di esponenti pentastellati sente forte il richiamo delle sirene che proviene dalla coalizione composta dal duo Luigi de Magistris e Carlo Tansi. Così, il clima di tensione nel Movimento rischia di spingere una buona fascia di eletti e di simpatizzanti diritta tra le braccia dell’attuale sindaco di Napoli che coltiva il sogno di tornare in Calabria da governatore.

Nel frattempo, il lavoro della coalizione arancione è tutto concentrato sulla preparazione delle liste. Dopo le tre ispirate a Tansi, altre due dovrebbero essere quelle collegate a de Magistris. Nella coalizione starebbero trovando collocazione amministratori locali e professionisti che potrebbero garantire un bacino elettorale da tenere in seria considerazione.

Le Sardine dicono no all’ex pm

Chi ha respinto i richiami di de Magistris è il movimento delle Sardine che, attraverso la catanzarese Jasmine Cristallo, portavoce nazionale, hanno bocciato il progetto dell’ex pm: «L’auto-investitura del sindaco in carica di Napoli alla candidatura per la presidenza della Regione – ha detto Cristallo – è piombata senza tenere conto delle discussioni, degli sforzi comuni e dei delicati confronti che maturavano al tavolo del centrosinistra. De Magistris ha dato vita ad una centrifuga di contraddizioni tra soggettività da sempre portatrici di valori della sinistra, neppure moderata o riformista, in corse attrattive verso la sua candidatura, di fatto accettando l’indistinto, e per me inconcepibile, slogan di Tansi che “destra e sinistra per me pari sono”».

Secondo le Sardine, «dovrebbero riflettere quanti nella sinistra “più a sinistra” hanno dato sostegno a questa idea impolitica. Per onestà intellettuale dichiaro pubblicamente d’aver apprezzato l’apertura di Irto al dialogo e alla disponibilità a rinunciare alla candidatura (gesto non scontato e che De Magistris non ha fatto), sebbene la pratica dell’ultimatum “delle 48ore” non è mai foriera di soluzioni. Semmai, preconfeziona abbandoni… La reazione di De Magistris – ha chiosato Cristallo – testimonia un approccio autoreferenziale che mira ad una personalissima affermazione e non certo al bene della Calabria perché, se il campo progressista è diviso, vince inevitabilmente la destra».

Il centrodestra e Occhiuto

Mentre il centrosinistra prova a ritrovare uno spirito unitario, ad oggi improbabile, il centrodestra cerca l’unità sul nome di Roberto Occhiuto. Forza Italia ha lanciato messaggi chiari sulla candidatura dell’attuale capogruppo della Camera, ma mancano ancora i “via libera” attesi da Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

Le parole del presidente Nino Spirlì, che ha sostanzialmente offerto il sostegno a Roberto Occhiuto (LEGGI), non bastano per rasserenare il clima e si attende una presa di posizione dei big nazionali.

In questo clima, un rinvio delle elezioni a settembre non farebbe altro che prolungare questo animato confronto all’interno delle coalizioni, cercando di favorire un nuovo dialogo e una possibile sintesi in tutti gli schieramenti.

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