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Il momento del passaggio di consegne

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CATANZARO – Passaggio di consegne a Palazzo Alemanni. Il nuovo commissario ad acta della sanità calabrese Saverio Cotticelli, dopo l’insediamente avvenuto nella giornata di ieri (LEGGI) si è recato di prima mattina nell’attuale sede delle struttura commissariale a Palazzo Alemanni.

LA NOMINA DI COTTICELLI

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IL RICORSO DELLA REGIONE

Ad attendere Cotticelli, accompagnato dal sub commissario Thomas Schael, c’era Massimo Scura che lascia così la guida della sanità regionale dopo poco meno di quattro anni.

LA VIDEO INTERVISTA AL NEO COMMISSARIO

I tre, dopo i primi convenevoli, si sono riuniti per capire le prime possibili manovre dei delegati governativi. Sotto esame ci sono gli ultimi decreti di Scura, adottati dopo la data della sua formale sostituzione, ossia il 7 dicembre, il giorno della delibera del Consiglio dei Ministri. Nel pomeriggio, invece, Cotticelli si è recato a San Giovanni in Fiore per incontrare il presidente della Regione, Mario Oliverio (LEGGI).

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Il commissario uscente Scura ha affermato: «Ho la coscienza oltremodo tranquilla sui risultati del mio lavoro. Di più non potevo fare perché sono stato lasciato completamente solo».

«Sono stato lasciato solo da Roma – ha aggiunto Scura – perché da un anno e mezzo non mi è stato dato il sub commissario. Per tutto questo tempo, inoltre, sono rimasto senza un supporto Agenas, senza un supporto dell’advisor e con la Regione Calabria che per un anno e mezzo ha fatto ostracismo non soltanto a livello personale ma anche a livello di Dipartimento Tutela della Salute. Il Dipartimento Tutela della Salute, infatti, è sostanzialmente distrutto ed è una cosa questa che non lascio io in eredità ma che la Regione lascia in eredità alla nuova struttura commissariale. E sarà un problema serio».

«Quello che avrei voluto fare – ha aggiunto Scura – è continuare in questa azione sia sotto il profilo del potenziamento dei servizi, sia sotto il profilo economico. Ovviamente spetterà al commissario Cotticelli e al sub commissario Schael proseguire. L’unico rammarico che ho è di non avere potuto continuare. Penso che la mia esperienza in Calabria finisca qui, a meno di decisioni che al momento non conosco. Naturalmente ho già detto al commissario Cotticelli che dopo queste brevi consegne, che ho tra l’altro messo anche per iscritto, tutte le volte che lui avrà bisogno della mia collaborazione io sono a disposizione. Amo la Calabria e penso di avere profuso lo spirito di legalità e trasparenza richieste dal ministro, alle quali aggiungerei, cosa che secondo me è condizione necessaria, anche passione, credibilità e autorevolezza».

Cura ha aggiunto: «Lascio una sanità molto migliore rispetto a quella che ho trovato sia per quanto riguarda il numero dei servizi che sono stati attivati a livello ospedaliero, territoriale e della prevenzione e sia sul piano economico. Purtroppo i numeri attuali non sono quelli reali perché mancano i flussi sui Livelli essenziali di assistenza che non sono arrivati da Roma. Ma da questo punto di vista sono estremamente tranquillo». 

«Sotto il profilo economico – ha aggiunto Scura, con una punta di commozione – abbiamo ancora una perdita piuttosto elevata che nasce soprattutto dal fatto che abbiamo alzato i tappeti sollevando tutta la polvere che c’era sotto e che si traduce in gestione straordinaria. In particolare sono emerse sopravvenienze passive dal passato, soprattutto dal 2007 al 2009, gli anni terribili della sanità in Calabria. Debiti e debiti sono stati nascosti sotto il tappeto per fare apparire, all’epoca, in bilanci in pareggio. E questi sono i risultati. Poi c’è tutta una questione finanziaria relativa al pagamento di interessi su debiti pregressi e anche su quelli non pagati oggi. Si sta lavorando fortemente su questo versante e sono convinto che la nuova struttura commissariale saprà proseguire in tal senso in modo ancora più efficace».

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