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Soccorritori durante la strage di Cutro

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CUTRO – Da un lato, lo Stato – tramite Regione e Governo entrerà nel processo per la strage di Cutro, costituendosi parte civile contro gli scafisti. Dall’altro, tramite Consap che non intende risarcire familiari delle vittime e superstiti, cerca di sfuggire a eventuali obblighi risarcitori. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ha dato disposizioni all’Avvocatura generale dello Stato affinché si costituisca come parte civile, in rappresentanza della Presidenza del Governo e del ministero dell’Interno, nel procedimento penale contro i presunti scafisti per la tragedia di Cutro del 26 febbraio scorso, che vede imputati tre presunti scafisti con le accuse di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, naufragio colposo e morte come conseguenza del delitto di favoreggiamento: lo stesso farà la Regione Calabria.

«La decisione – è detto in una nota di Palazzo Chigi – è stata presa in considerazione della estrema gravità dei fatti, che hanno visto la morte di almeno 94 migranti e un elevato numero di dispersi». Il processo, iniziato lo scorso 15 settembre, prosegue proprio oggi, data in cui è attesa la decisione del Tribunale penale presieduto da Edoardo d’Ambrosio sull’opposizione alla citazione di Consap quale responsabile civile. Consap, la concessionaria di servizi pubblici assicurativi interamente partecipata dal Mef, assistita dallo studio legale di Giulia Bongiorno, presidente della Commissione Giustizia del Senato, leghista come il ministro Giorgetti, in aula ha detto chiaramente che non vuole pagare, e lo ha fatto tramite l’avvocato Francesco Ciottoli, con argomentazioni che scavano nella normativa tecnica di settore e hanno fatto parlare di “gesto impietoso”.

«Difettano sia i presupposti dell’attività diportistica, da cui scaturirebbe in ipotesi l’obbligo risarcitorio, che la nozione tecnica di natante quale tipologia di mezzo nautico coinvolto nel sinistro marittimo» è detto, tra l’altro, nella memoria di Consap che ha pure depositato una lista testi per scongiurare un precedente che potrebbe risultare oneroso per le casse dello Stato. L’annuncio di Mantovano giunge non alla prima udienza dinanzi al collegio penale ma soltanto alla terza, e dopo le polemiche innescate dal “gesto impietoso”.

Lo studio legale Bongiorno era stato già sconfessato dal ministro Piantedosi che, proprio da Crotone, il 17 novembre scorso, ha dichiarato a questo giornale, prima di mettere piede nell’auditorium dell’istituto Pertini per la giornata conclusiva del Pon Legalità 2014-20, che lo Stato avrebbe fatto «di tutto» per indennizzare le vittime. Non si sa come, però. Al momento, Consap chiede di essere estromessa dal processo, nel quale è stata citata su istanza dell’avvocatessa Barbara Ventura, che assiste alcuni sopravvissuti al massacro, in quanto la concessionaria del Mef gestisce il Fondo per le vittime della strada, che interviene anche per gli incidenti nautici, insieme a Sara Assicurazioni quale impresa designata.

L’avvocato Francesco Verri, che a nome degli avvocati di parte civile che assistono i familiari delle vittime aveva replicato all’eccezione di Consap, non esulta. «Ci aspettavamo, più che la costituzione di parte civile del Governo contro gli scafisti, che Consap ritirasse la richiesta di uscire dal processo avanzata dinanzi al Tribunale. Al momento non abbiano indicazioni di questo tipo. Da una parte, dunque, il Governo si costituisce parte civile contro gli scafisti, dall’altra Consap, che è del Mef al 100 per cento, non ritira la richiesta di essere esonerata dal risarcimento attraverso il Fondo di garanzia».

E anche se era ampiamente noto che il processo sarebbe iniziato il 15 settembre, la Regione Calabria, sulla scia dell’iniziativa del Governo, annuncia pure lei la costituzione di parte civile. Ieri pomeriggio la decisione della Giunta regionale, in accoglimento di una proposta del presidente Roberto Occhiuto, a poche ore dalla nota di Mantovano. «La tragedia di Cutro – afferma il governatore Occhiuto – ha sconvolto il Paese intero: 94 morti accertati, tante donne e bambini tra le vittime, 80 superstiti che nella maggior parte dei casi hanno dovuto piangere un proprio caro deceduto durante il naufragio. In quell’occasione la Calabria ha dato una straordinaria dimostrazione di solidarietà e di accoglienza. Tutta Italia ha potuto toccare con mano il grande cuore della nostra Regione. Ci è sembrato giusto concretizzare i sentimenti dei calabresi costituendoci parte civile nel processo penale che si svolgerà nei prossimi mesi». Forse quell’esempio di “grande cuore” avrebbe a che fare più con il riconoscimento di un risarcimento ai familiari delle vittime e ai superstiti. E chissà se il Governo e la Regione Calabria si costituiranno anche nel procedimento parallelo, quello sui mancati soccorsi, che viaggia verso la conclusione delle indagini e che verte su presunte responsabilità istituzionali.

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