X
<
>

La Jolly Rosso

2 minuti per la lettura

L’intreccio tra le cosiddette navi dei veleni o navi a perdere e il decesso del capitano De Grazia, nel 2013 un’altra bicamerale affermò: «Indagini carenti»


Tredici anni, nel 2013, fa un’altra commissione bicamerale d’inchiesta sul presunto smaltimento illecito di rifiuti nocivi, si occupò di Francesco Fonti e di Natale De Grazia. Era la commissione parlamentare presieduta da Gaetano Pecorella.

«L’approfondimento sulle cause del decesso del capitano De Grazia» questo è il titolo di uno dei capitoli della relazione conclusiva della commissione. Tale capitolo «si inserisce nel contesto dei più ampi accertamenti che la Commissione – si legge negli atti – ha effettuato sul fenomeno delle navi a perdere».

«Si tratta di un tema tornato di attualità – si aggiunge nella relazione dei commissari della bicamerale – a seguito del rinvenimento nell’anno 2009, sui fondali antistanti la costa di Cetraro, del relitto di una nave, inizialmente (ed erroneamente) ritenuta essere la Cunsky ossia una delle navi che l’ex collaboratore di giustizia Francesco Fonti aveva indicato essere state affondate dolosamente insieme al loro carico di rifiuti altamente tossici. In relazione a questa vicenda, la procura di Paola ha aperto un procedimento penale, poi proseguito dalla procura di Catanzaro e conclusosi con un provvedimento di archiviazione».

NAVE DEI VELENI, LA TESI DELLA BICAMERALE DEL 2013

«Nell’ambito di questa più ampia inchiesta, invero, sono emerse talune peculiarità relative alle circostanze che hanno accompagnato il decesso del capitano ritenute meritevoli di ulteriori approfondimenti sia perché le indagini effettuate all’epoca furono carenti sotto molteplici aspetti, lasciando insoluti interrogativi in ordine alle cause del decesso sia perché tale tragico evento si inserisce in un contesto investigativo del tutto particolare in ragione degli interessi in gioco e dei personaggi coinvolti (dalle indagini sulle navi a perdere condotte dalle procure di Reggio Calabria e Matera emersero, infatti, per la prima volta indizi di un disegno criminoso di respiro sovranazionale, nel quale apparivano coinvolti diversi Stati, riguardante il presunto inabissamento in mare di rifiuti tossici)».

LEGGI ANCHE: Navi dei veleni, il verbale sepolto che potrebbe riaprire tutto: le parole di Fonti sul clan Muto

«La Commissione, oltre ad aver acquisito copia degli atti del procedimento aperto presso la procura della Repubblica di Nocera Inferiore relativo al decesso del capitano nonché degli atti riguardanti le indagini alle quali lo stesso capitano De Grazia aveva preso parte, ha svolto direttamente una serie di attività mirate a far luce sugli aspetti poco chiari della vicenda».

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

SFOGLIA