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Il momento della rottura della statua della Madonna

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PIZZONI – Le note della banda musicale suonavano a festa ma nessun applauso ad accompagnarle, nessuna scena di giubilo, nessun abbraccio.

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L’atmosfera era surreale tale da richiamare alla mente antichi e nefasti presagi. Quella statua della Madonna delle Prime domeniche (utilizzata per l’occasione) che aveva levato il velo nero per assumere quello turchese era senza testa, senza braccia.

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Gli occhi dei fedeli a guardarla, a piangere. Doveva essere la giornata della celebrazione del Cristo risorto ed invece è stata quella dello shock per gli abitanti del piccolo centro delle Preserre vibonesi.

L’Affruntata, la celebre rappresentazione che affonda le sue radici nei secoli, ha riservato la peggiore delle sorprese. L’effigie a causa delle sollecitazioni durante la cerimonia ha ceduto. Poco prima di incontrare quella del figlio di Dio, la statua portata in spalla dai portantini, è collassata. Prima è caduta a terra la testa, poi le braccia. E l’atmosfera di festa si è trasformata in dolore, in disperazione. Le note della banda hanno continuato a suonare probabilmente perché i musicisti non si sono accorti di cosa si stesse verificando in quel momento. Solo successivamente si è presa piena contezza di quanto accaduto. Con quella statua monca, spezzata, con gli arti recisi accanto a quelle del Signore e di San Giovanni. Una Pasqua di resurrezione che la gente di Pizzoni non dimenticherà mai.

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