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Salvatore Solano, presidente della Provincia di Vibo Valentia

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VIBO VALENTIA – Il presidente della Provincia di Vibo Valentia, Salvatore Solano, rompe gli indugi e – per la prima volta dopo il suo coinvolgimento nell’inchiesta Petrolmafie-Dedalo (nota anche come Rinascita-Scott 2) – rende una pubblica dichiarazione sulla vicenda che, allo stato, lo vede destinatario di una richiesta di rinvio a giudizio da parte della Dda di Catanzaro per le ipotesi di reato di turbata libertà degli incanti con l’aggravante mafiosa, corruzione e scambio elettorale politico-mafioso.

Lo fa affermando «piena fiducia nella giustizia» e dicendosi certo della sua totale estraneità ai fatti, rispondendo indirettamente anche a chi ne ha chiesto le dimissioni dall’incarico per poi rivendicare il lavoro svolto nell’Ente intermedio allo scopo di rimetterlo in sesto dopo anni di incertezze e difficoltà finanziarie.

«Ci sono momenti – scrive Solano – in cui la cosa più facile sarebbe quella di abbandonare il proprio ruolo e lasciare che il tempo sistemi tutto, facendo affiorare la verità».

Quindi spiega: «Di fronte alle accuse che mi sono state mosse dalla Procura di Catanzaro ho interrogato la mia coscienza, l’unica che avrebbe potuto darmi una risposta nelle scelte da assumere. Ho ripercorso la mia vita, fatta di impegno sociale e di tante battaglie per l’affermazione della Giustizia e della legalità. Proprio quegli ideali, che non ho mai abbandonato – prosegue -, mi hanno spinto ad impegnarmi in politica. Per mio carattere ho sfidato l’impossibile, così appariva la situazione della Provincia di Vibo Valentia. Tanto lavoro, tanta dedizione, tanta passione, hanno fatto sì che l’impossibile diventasse possibile».

Solano ribadisce: «Nessuno avrebbe scommesso che un Ente senza risorse economiche, senza bilancio approvato dal 2013, con personale ridotto e un solo dirigente, potesse giungere al completo risanamento economico-finanziario. Un iter che si concluderà nei prossimi giorni con l’approvazione del bilancio preventivo 2021/2023.

Un risultato, questo venuto dall’intenso lavoro e dalla grande passione e tensione ideale di tutta la squadra.

Se lungo questo percorso avessi pensato che una sola delle accuse addebitatemi dalla Procura fosse stata fondata, non avrei atteso nemmeno un minuto per rassegnare le mie dimissioni dal ruolo di presidente della Provincia».

Il presidente della Provincia di Vibo non ha dubbi: «Sono certo che si farà chiarezza – afferma -: ho piena fiducia nella Giustizia. Credo nel sistema democratico liberale in cui sono cresciuto come uomo e come politico e nei suoi punti fermi. Per cui ritengo che l’interesse generale sia quello di mantenere gli impegni assunti fino a che la legge mi darà quella fiducia che sta alla base della presunzione di innocenza. Chi crede nella legge e nella democrazia non può esprimere diversamente la propria fede. Ciò che intendo fare per il bene dei cittadini è collaborare al massimo affinché i tempi di risposta della giustizia siano brevi. Ai cittadini della Provincia di Vibo Valentia darò, pertanto – conclude Solano -, prova di essere stati amministrati da una persona libera, con un alto senso delle Istituzioni e, soprattutto, onesta».

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