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Il tribunale di Via Paglia dove si è svolta l'udienza odierna. Le prossime saranno in Corte d'Appello

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Al processo d’Appello “Maestrale-Imperium-Olimpo” gli avvocati Sergio Rotundo e Michelangelo Miceli hanno sollevato una questione che potrebbe ribaltarne le sorti per gli assolti in primo grado e appellati dalla Dda


VIBO VALENTIA – Importanti novità – per gli assolti in primo grado – potrebbero delinearsi in Corte d’Appello nell’ambito del processo “Maestrale-Imperium-Olimpo” che, in questo filone proveniente dall’abbreviato – vede imputate decine di persone ritenute dalla distrettuale antimafia di Catanzaro appartenenti e comunque contigue ai clan del Vibonese.

All’udienza di oggi, 27 maggio 2026, presso l’aula bunker del tribunale di via Paglia, gli avvocati Sergio Rotundo e Michelangelo Miceli hanno sollevato una questione che potrebbe ribaltare le sorti del processo. In pratica si è rilevata l’inammissibilità dell’appello del PM, per gli imputati assolti nel precedente giudizio, dal punto di vista cronologico, perché il deposito del ricorso sarebbe avvenuto – a parere dei due legali – un giorno fuori termine (il 31 marzo 2025 anziché il 30) e in forma cartacea, come da attestazione di cancelleria, e solamente dopo in via telematica. Sul punto, la Corte d’Appello, presieduta dal giudice Battaglia (a latere Giglio e Fontanazza), si è riservata la decisione al 29 giugno.

Naturalmente la questione sollevata dagli avvocati Miceli e Rotundo riguarda tutto il processo non solo l’avvocato Sabatino e ha visto la condivisione di tutti gli altri colleghi del collegio di difesa.

La Dda di Catanzaro ha presentato appello per 35 imputati inizialmente coinvolti, puntando a ribaltare le assoluzioni (incluse quelle di noti professionisti e dirigenti) e a rivedere le condanne di primo grado, mentre gli imputati a presentare ricorso sono stati 42. La sentenza del Gup distrettuale aveva portato a decine di condanne e assoluzioni per reati che vanno dall’associazione mafiosa al narcotraffico e all’estorsione.

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