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L'Asp di Vibo Valentia

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VIBO VALENTIA – Ancora nulla di fatto. La procedura per il reclutamento di cinque profili amministrativi, avviata dall’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia, non fa registrare alcun significativo passo in avanti nel suo iter. Ciò non vuol dire, però, che tutto sia rimasto immobile. Al contrario. Il clamore suscitato dai sospetti di ingerenze politiche sulla selezione e le recriminazioni avanzate dai tirocinanti esclusi dalla stessa, hanno indotto l’agenzia che si è aggiudicata la commessa, la Gesfor Srl di Pozzuoli (Na), a vederci chiaro riscontrando non poche anomalie e arrivando addirittura ad avviare un’indagine interna – tuttora in corso – per verificare che la procedura messa in atto dai propri uffici abbia seguito un percorso corretto.

Ciò ha permesso all’amministratore unico, Crescenzo Testa, di riscontrare un’anomalia di non poco conto – ascrivibile all’Asp di Vibo – che, in prima istanza, è evidentemente passata inosservata. L’azienda sanitaria vibonese non avrebbe infatti inviato all’agenzia le linee guida con i criteri e le caratteristiche oggettive per la selezione del personale richiesto.

Di più, dall’Asp sarebbero giunte ai dipendenti Gesfor sollecitazioni telefoniche per dare corso alla selezione il prima possibile. Cosa che effettivamente avveniva sebbene in assenza delle linee guida e delle caratteristiche dei profili richiesti. La Gesfor inoltre pubblicava un annuncio di raccolta dei curricula. Tale prassi, ad avviso dello stesso Testa, non corrisponde però agli standard imposti dal codice etico adottato dalla Gesfor, in riferimento soprattutto ai principi di legalità, onestà e correttezza.

Da qui la necessità di avviare un’indagine interna finalizzata a verificare se il codice etico e le norme di comportamento, imposte dall’Organismo di vigilanza esterno, siano state correttamente applicate. Anche perché, in caso contrario, l’agenzia rischia addirittura una procedura d’infrazione e la cancellazione dall’Albo delle agenzie per il lavoro, oltre alla perdita dell’accreditamento che ne determinerebbe l’uscita dal mercato.

Necessario, dunque, che le linee guida vengano sancite con chiarezza, nell’obiettivo di convalidare o meno le selezioni e di evitare irregolarità nelle assunzioni che potrebbero sfociare in contenziosi complessi e gravosi. Attesa anche l’attenzione mediatica della commessa. Dunque, il 26 luglio scorso, l’agenzia sollecita l’invio delle linee guida impegnandosi comunque a rispettare i termini previsti per la selezione e la contrattualizzazione dei lavoratori. E, ancora, chiarisce che l’attività fin qui svolta verrà ritenuta “tamquam non esset”, vale a dire nulla, come se non esistesse, senza aggravio di spese per l’Asp. Al contempo la Gesfor suggerisce di richiedere un parere precontenzioso agli organismi competenti e, in subordine, si rende disponibile, senza alcun pregiudizio per le parti, ad una risoluzione consensuale del rapporto.

La risposta dell’Asp non tarda ad arrivare e, appena due giorni dopo, le agognate linee guida vengono inviate. In esse vengono indicati i profili professionali richiesti: categoria C, assistente area amministrativa con preparazione derivate da titolo professionale; la residenza: preferibilmente nella provincia di Vibo Valentia o nel territorio regionale; il titolo di studio: diploma di scuola media superiore (ma si rappresenta l’opportunità di considerare anche la laurea); e, infine, i fattori di esclusione. E qui viene messo nero su bianco l’elemento dirimente, con buona pace dei precari storici. Dalla selezione, per l’azienda, sono infatti da escludere i candidati che già svolgono attività lavorative a qualsiasi titolo all’interno dell’Asp ma anche al di fuori di essa. Compresi stagisti, tirocinanti, eccetera.

A margine delle linee guida, l’Asp ammette come valide le ragioni rappresentate nella precedente missiva della Gesfor. Spiega che la necessità della selezione è quella di implementare un organico carente (nonostante il ricorso alla somministrazione di lavoro esterno non sia ammesso a tale scopo) e, infine, chiarisce il caso delle “pressioni” telefoniche. Esse, si evince dalla risposta, sarebbero avvenute a seguito di corrispondenza inviata per le vie formali. Quindi si assicura che l’azienda non ha mai avuto alcun interesse diretto a individuare nominativi di candidati.

L’ultimo capitolo del carteggio è datato 29 luglio. A scrivere è la Gesfor e l’interrogativo posto dall’amministratore Testa lascia ancora una questione aperta. È legittima l’esclusione dei tirocinanti segnalata al punto quattro delle linee guida? La domanda viene indirizzata all’Organismo di valutazione indicato tra i destinatari della missiva, affinché ne valuti la regolarità nel più breve tempo possibile. Proprio sulla tempistica si registra – infine – la richiesta all’Asp d’individuare un nuovo termine entro cui concludere le attività di selezione e l’avvio della missione.  

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