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NAPOLI – In questi giorni negli uffici istituzionali è allo studio una rimodulazione epocale della Polizia di Stato; tra le tante novità, risulta interessata anche la Polizia di Frontiera che vedrebbe notevolmente ridimensionata la propria presenza sul territorio. Oggetto della riforma sarebbero anche i posti di Polizia di Napoli, Scalo Aereo di Capodichino e quello Marittimo del porto.
Sulla vicenda è intervenuto Giuseppe Raimondi, Segretario Generale partenopeo del Sindacato di Polizia Coisp che ha dichiarato: “ Preoccupante, è questa la prima parola che mi è venuta in mente appena analizzata la proposta di rimodulazione della polizia di frontiera oggetto di confronto sindacale a Roma. Non posso fare altro che condividere pienamente le ansie e le parole del nostro Segretario Generale, Domenico Pianese, seriamente preoccupato da questo abbandono delle frontiere da parte dello Stato proprio in un contesto storico fatto di allarme sia terroristico che sanitario. Napoli, come tra le altre città italiane, vedrebbe un accorpamento di due realtà quali la frontiera aerea di Capodichino e quella Marittima del porto. Giusto per snocciolare due numeri, tanto cari ai vari Governi, l’aeroporto di Capodichino solo tre mesi fa ha festeggiato i 10 milioni di passeggeri in transito, facendolo piazzare al secondo posto in Italia, così come il porto di Napoli che si è piazzato sul secondo gradino del podio per numero di passeggeri. A fronte di tali numeri – prosegue il sindacalista di polizia – il Governo anzichè potenziare gli organici, che ad oggi soffrono una ormai atavica carenza figlia di sciagurate scelte istituzionali, decide di accorpare i due Uffici di Polizia con l’unica conseguenza di mettere a rischio tutto il sistema sicurezza. Il Coisp – conclude il leader provinciale – ha già rappresentato nelle opportune sedi il proprio dissenso di fronte a simili scelte e non mancherà di manifestarlo pubblicamente per scongiurare tutto ciò”.

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