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Il furgone incendiato della Newcooffee 0861 di Foggia (foto Foggiatoday)

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Sette attentati in cinque giorni. Il conto dei primi giorni del 2022, nel foggiano, parla chiaro e mostra il tentativo della criminalità organizzata di rialzare la testa.
Il progetto forma una sorta di triangolo fra Foggia, San Severo e Vieste dove dal 3 gennaio a ieri, a essere colpiti sono stati non solo negozi ma anche sedi delle istituzioni sanitarie.

Ieri è toccato al furgone della “Newcoofee 0861” parcheggiato in una zona alla periferia di Foggia. Le fiamme che lo hanno avvolto nella notte potrebbero avere origine dolosa mentre è certa l’azione diretta, a Vieste contro un pregiudicato. Anche in questi caso, in piena notte, ignoti hanno fatto esplodere un ordigno davanti alla sua abitazione.

Lo scandire dei tempi di tutti gli episodi è molto stretto, al massimo fra un attentato e l’altro sono trascorse 48 ore, mentre il messaggio conduce con molta probabilità al disegno chiaro di ridisegnare la mappa della criminalità organizzata nel foggiano segnata anche dalla recente operazione “Omnia nostra” di Direzione Nazionale e Direzione Distrettuale Antimafia di Bari. Il controllo del commercio ittico nel porto di Manfredonia ma anche una articolata attività di estorsioni, truffe, furti e ricettazioni, rappresentavano il principale introito dell’organizzazione che aveva preso un controllo sempre più ampio, dopo la strage del 9 agosto 2017 a San Marco in Lamis. E’ da quel momento che, secondo i magistrati, è la batteria Romito-Lombardi-Ricucci a prendere sempre più forza e a gestire le attività.

I 32 arresti dell’operazione scattata il 7 dicembre scorso, però, sembrano aver mescolato le carte che, invece, qualcuno vuol dividere in modo chiaro sul tavolo, fra i giocatori sfuggiti agli arresti.
Foggia e la Capitanata, nel frattempo, cercano di proseguire il cammino civico e di non abbassare la guardia come ha confermato qualche giorno fa il sottosegretario all’interno, Carlo Sibilia, commentando alcuni degli attentati: «Il comune di Foggia, sciolto lo scorso agosto per infiltrazioni mafiose, può contare al momento su alcuni tra gli uomini più validi dell’amministrazione dello Stato – aveva detto – Il prefetto della Capitanata è, attualmente, l’ex questore di Roma, Carmine Esposito.

Su quel territorio meritevole di tutta la nostra attenzione abbiamo inaugurato una sezione operativa della DIA due anni fa e più volte mi sono recato in quella città e nella sua provincia, l’ultima volta proprio un mese fa, per parlare ai dirigenti e ai quadri degli Enti locali e per dar loro man forte, testimoniando così la robusta presenza dello Stato. Ai mafiosi, interessati ad assumere il controllo dell’area, siamo costantemente con il fiato sul collo».

E Alessandro Zito, presidente dell’associazione Antiracket di Foggia aveva aggiunto: «Questo particolare momento storico che sta vivendo Foggia è giusto per invertire le sorti della città. Ognuno però deve fare la sua parte. Siamo una quindicina di imprenditori e metteremo tutto il nostro impegno per affrontare una situazione davvero complicata qui nel Foggiano».

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