Antonio Blaganò
4 minuti per la letturaTrovato senza vita il medico lametino Antonio Blaganò, scomparso dal 24 luglio non lontano dalla sua auto
NOCERA TERINESE (CATANZARO) – La mattina i cani molecolari avevano fiutato qualcosa, e nel pomeriggio di ieri quel fiuto si è rivelato decisivo: è stato infatti trovato otto giorni dopo la sua scomparsa intorno alle 17 di ieri il corpo senza vita (le cause della morte sono in corso di accertamento da parte del medico legale giunto sul luogo che è stato sottoposto a sequestro su disposizione della Procura di Lamezia) del medico lametino Antonio Blaganò, 67 anni, di cui non si avevano notizie dal 24 luglio scorso dopo che era uscito, nella notte fra il 23 e 24 luglio scorsi, dalla postazione di Guardia medica di Nocera Terinese (l’uscita del medico è stata ripresa da una telecamera dove si vede il medico uscire di fretta con una scarpa a un piede e una ciabatta all’altro) dove prestava servizio.
Il medico ha anche lasciato nel suo studio il telefono cellulare, il computer (che sono sono stati sequestrati e i suoi effetti personali). Il suo corpo è stato ritrovato in un dirupo, in una zona ricoperta da fitta vegetazione, a circa 3 chilometri dal ciglio stradale, dove era stata rinvenuta all’alba del 25 luglio scorso l’autovettura (una Seicento di colore blu nuovo modello, con il motore accesso e lo sportello lato guida aperto) con la quale si era allontanato dalla Guardia medica, all’interno di un territorio impervio, attraversato da un canneto, lungo un declivio percorribile in parte anche a piedi tra il Comune di Nocera Terinese e quello di San Mango D’Aquino (località Galasso). L’area, tra l’altro, non è molto distante dello svincolo dell’autostrada di San Mango D’Aquino, nell’area sottostante un agriturismo. Il ritrovamento è avvenuto grazie al fiuto dei i cani molecolari delle unità cinofile dei carabinieri che hanno indirizzato le ricerche in un punto ben preciso.
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Al piano ricerca persone scomparse sono state impiegate unità e mezzi dei Carabinieri del Comando stazione di Nocera Terinese e della Compagnia Carabinieri di Lamezia Terme, del Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Catanzaro, dello Squadrone “Cacciatori” dei Carabinieri, del Soccorso Alpino e Speleologico della Calabria, del Gruppo Speleologico della Guardia di Finanza ed associazioni di protezione civile regionale nonché di elicotteri e droni che ininterrottamente si sono adoperati nelle operazioni di perlustrazione nonostante le difficoltà collegate alla morfologia dell’area e con il contributo dei Sindaci di Nocera Terinese e San Mango d’Aquino. Come si ricorderà, una settimana dopo la sparizione (il 30 luglio scorso) sono stati trovati anche gli occhiali da vista del medico e l’area a quel punto è stata setacciata in lungo e in largo.
RITROVATO MORTO IL MEDICO ANTONIO BLAGANÒ, SCOMPARSO DA NOCERA TERINESE, IL CORDOGLIO DEL PREFETTO

«Speravamo in un esito ben diverso – ha dichiarato il prefetto di Catanzaro Castrese De Rosa – anche se il protrarsi delle ricerche non faceva ben sperare. Saranno gli sviluppi investigativi e gli accertamenti medico -legali a fare luce sull’accaduto. Ai famigliari del medico va il mio più sentito cordoglio. Un ringraziamento va a quanti si sono prodigati senza sosta nelle difficoltose operazioni di queste giornate, ed in particolare, ai sindaci di Nocera Terinese e San Mango d’Aquino, ai Carabinieri del Comando stazione di Nocera Terinese e della Compagnia Carabinieri di Lamezia Terme, ai vigili del fuoco del comando provinciale di Catanzaro, allo squadrone “Cacciatori” dei Carabinieri, al soccorso alpino e speleologico della Calabria, al Gruppo speleologico della Guardia di Finanza ed alle associazioni di protezione civile regionale».
Un tragico epilogo, dunque, di un caso da cui comunque si attendono delle risposte da parte della Procura, anche sulla base delle cause della morte sulle cui ipotesi più volte il figlio del medico, Francesco Blaganò, ha lanciato appelli. «La scomparsa di mio padre – aveva ribadito Francesco Blaganò in uno dei suoi appelli – è tutto tranne che quella di un escursionista che si è perso tra le montagne. Perché, durante il suo servizio, è uscito repentinamente alle 5 del mattino? E dove si dirigeva? Qualcuno lo ha chiamato? Non possiamo rassegnarci che mio padre diventi un’altra tragedia irrisolta. E se qualcuno sia dietro la scomparsa di mio padre?». Una tragica vicenda, quindi, ancora da chiarire.
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