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Il luogo della tragedia

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PAOLA (COSENZA) – Quattro vite spezzate, due famiglie distrutte dal dolore quelle coinvolte nella tragedia avvenuta ieri a Paola dove le esalazioni del mosto hanno ucciso quattro persone (LEGGI). Santino e Massimo Carnevale, padre e figlio, erano legati alla famiglia Scofano da rapporti di stretta parentela.

I fratelli Giacomo e Valerio Scofano erano infatti i cognati di Santino Carnevale e spesso collaboravano tra loro sia nella produzione del vino sia nella preparazione di altri prodotti tipici locali, che poi condividevano nelle rispettive famiglie. Si riunivano spesso, sia a Paola, sia a Fuscaldo, per trascorre assieme piacevoli momenti, soprattutto nei periodi di festa.

Santino aveva lavorato in Svizzera per tanti anni, come carpentiere – raccontano alcuni parenti – e lì si era pensionato. Poi era ritornato a Fuscaldo per godersi l’agognato e meritato riposo. Anche suo figlio, Massimo – prosegue il racconto – anni fa era emigrato in quel paese ricco, dove trovare lavoro è molto più semplice che in Italia, e lì aveva vissuto varie esperienze lavorative, quasi sempre come operaio edile specializzato, avente qualifica di carpentiere.

Massimo era sposato ed aveva un figlio. Poi si sarebbe separato dalla moglie, ed anche a causa di motivi di salute, aveva deciso di ritornare nella sua Fuscaldo, dove viveva con i genitori.

Era sceso da poco ed era in cura. Ieri, come sempre, si era messo a disposizione dei parenti per dare una mano nella produzione del vino.

Lui e il papà erano due persone disponibili e molto amate a Fuscaldo.

Santino e Massimo Carnevale

Giacomo Scofano, anche lui 70enne, era un apprezzato infermiere professionale, per tanti anni in servizio presso una struttura sanitaria privata del Tirreno cosentino.

Anche lui era in pensione e viveva con la famiglia nella zona nord di Paola, in un vasto territorio ove vivono tutti gli altri parenti.

Persona molto stimata negli ambienti di lavoro, condivideva la passione per la produzione del vino con l’altro fratello Valerio. Quest’ultimo, però, non doveva trovarsi, ieri, in quel magazzino, distante dalla sua abitazione.

Lui era agli arresti domiciliari – hanno fatto sapere i carabinieri – per una storia di stalking a danno della sua ex moglie. Per tale ragione era stato arrestato e poi, all’esito dell’interrogatorio di garanzia, aveva beneficiato della meno afflittiva misura degli arresti domiciliari.

Valerio Scofano

Operaio in servizio presso una cooperativa di pulizie, Valerio forse si sarebbe potuto salvare. Non è dato sapere, al momento, se la sua presenza in quel garage adibito a cantina fosse stata programmata anzitempo o, al contrario, se la quarta vittima di questa tragedia fosse uscita di corsa dalla sua abitazione per tentare di prestare soccorso agli altri malcapitati.

Saranno i testimoni, tra cui la donna rimasta ferita, a contribuire a fare chiarezza, anche se, purtroppo, nel caso di Valerio ciò servirà a poco, essendo stato ucciso anche lui da quelle esalazioni mortali.

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